La nostra Mission

La nostra idea di economia non è una ricetta, una teoria, un complesso schema. È un insieme di semplici considerazioni, basate sul buon senso e sull’esperienza di tutti i giorni:

Usa quel che è tuo.
– Non spendere i soldi del tuo vicino.
– Chiedi prima di prendere e prendi solo con il consenso del proprietario.
– Ad un’ onesta giornata di lavoro deve corrispondere la paga pattuita tra  le parti.
– Non danneggiare nessuno.

Nei giorni degli sciamani economici che vagheggiano di moneta infinita, di eldorado di carta e eden in cui tutti i frutti sono gratis , noi ricordiamo che nulla è gratis. Qualcuno ha lavorato perché quei “diritti”, o ancor meglio, quei “beni pubblici”, come l’acqua, raggiungessero noi. E quel qualcuno si aspetta che qualcuno lo paghi. Se lo aspetta il pediatra dei nostri figli, il loro insegnante, la badante che accudisce il nostro padre malato. È un diritto di chi gestisce le nostre strade, sia quelle fisiche che quelle telematiche. Ed in ultima analisi va pagato anche chi ci ha anticipato i soldi, perché ha rischiato di non rivederli. Un rischio, in questo paese, mai troppo teorico.

Chi paga?

La risposta di tutti gli arruffapopoli è “gli altri”. I ricchi, gli speculatori, i finanzieri internazionali. In barba al fatto che il pediatra, l’insegnante, la strada e la connessione internet l’abbiamo usata noi e non loro. La nostra risposta è che la misura della libertà di ciascuno è la propria responsabilità. Non esistono pasti gratis e le cene non si possono mettere in conto al vicino solo perché è più ricco di noi. Chi paga quindi? Gli uomini e le donne liberi che devono sapere che tutto non si può avere, che devono fare scelte, che devono stare attenti a cosa consumano. Che devono, in definitiva, essere liberi.

La nostra dottrina economica si basa su questo: essere liberi di scegliere chi sia il dottore che ci visita, il maestro che educa i nostri figli e la strada da scegliere; liberi dallo stato, che di questo non si deve occupare; liberi di contrattare il prezzo che meglio copre le nostre esigenze; liberi dal pizzo e dalle estorsioni; liberi di pagare solo il nostro conto e non quello del vicino di casa; liberi di donare ogni qualvolta lo vogliamo, ma senza essere mai costretti a farlo.
È semplice, davvero. La nostra idea economica si chiama LIBERTÀ.
“Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.” (Socrate)

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Rete Liberale ritiene che si abbia una politica liberale ogni qualvolta venga presa una misura che ampli la possibilità di scelta dell’individuo.

Contrariamente agli statalisti di tutti gli schieramenti, Rete Liberale sostiene che l’economia di mercato debba difendere la più diffusa proprietà privata dei mezzi di produzione.

Contraria a tutti i monopoli pubblici e privati, Rete Liberale si radica in quella libertà di ricerca che ha caratterizzato la tradizione occidentale. Libertà di cercare “verità e felicità” senza alcuna ingerenza “innaturale”. Libertà di ricerca e di sperimentazione che va rivendicata senza limiti che non siano quelli etici, nella consapevolezza che la produzione di conoscenza sia un potente fattore di sviluppo economico e modello di impegno civile.

Rete Liberale in presenza di una sostanziale crisi di credibilità della classe dirigente, denuncia un mutamento genetico della stessa democrazia rappresentativa che, da forma di governo, si va tramutando sempre più in una mera convenzione. Contro questa involuzione ritiene necessaria una mobilitazione che irrobustisca il sentimento di appartenenza alla comunità, soprattutto nel momento in cui vi è, in alcune aree, un grave deficit di legalità.

Rete Liberale avverte la necessità di un neoliberalismo che abbia il senso di un’avventura intellettuale, di un atto di coraggio; vi è necessità di uno scatto di reni, di una profonda trasformazione culturale, che inizi dallo snellimento della Costituzione nelle sue parti “illiberali”.
Il senso e la ragione di un movimento come Rete Liberale consiste in una funzione di supplenza e di stimolo. Questo è il momento di esercitarla. Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza. Questo è compito di tutti.

Rete Liberale è costituita da cittadini che si propongono di far valere nella vita politica il principio e il metodo della libertà, quale supremo regolatore di ogni attività pubblica e privata.
Essa intende raggiungere i propri fini attraverso l’elaborazione e la diffusione dei principi e delle mentalità liberali adottando in ogni caso il metodo della libera discussione.
Noi crediamo che la persona – con i suoi valori ed i suoi principi, con la sua morale e la sua ragione di esistere e di migliorarsi – sia il principio ed il fine di ogni comunità politica, la sola fonte della sua legittimità.

Gli aderenti al movimento si impegnano ad attenersi alle decisioni della maggioranza, purché non ledano il principio della libertà. Per noi l’individuo ha valore assoluto indipendentemente dalla società e dallo Stato di cui fa parte.

Il punto di fondo è che esistono diritti naturali dell’individuo anteriori al sorgere dello Stato e che lo stato non può violare, anzi deve garantire nel loro libero esercizio.

Proponiamo una società basata sui valori liberali e cristiani.

Noi sappiamo che i valori umanistici e cristiani si confrontano con i risultati del progresso scientifico, in particolare in ambito biomedico.

Tale progresso ha contribuito in maniera straordinaria alla salute ed al benessere di tutti i cittadini. Lo vogliamo affermare con forza. Noi pensiamo che la libertà e il progresso della ricerca biomedica vadano quindi salvaguardati e per questo debbano essere coniugati con i principi della protezione e della promozione della dignità umana, con il diritto alla vita, l’unicità di ogni vita umana, la tutela della salute.

Riconoscersi nel principio della dignità della persona umana comporta infatti che la scienza debba sempre essere al servizio della persona, ed esclude che la persona possa essere al servizio della scienza.

Senza dover specificare che liberale e liberal sono due cose diverse, liberali e conservatori sono uniti dall’opposizione al costruttivismo, alla “iper-politica” che vuole pianificare la società. Su questa base, poi, la convergenza tra catallaxy hayekiana e tradizione di civiltà, fiducia nelle forze del mercato e social consevatorism, è nei fatti. Ed è stata incarnata dal conservatorismo americano, da Goldwater a Reagan fino a Trump.

 

 

 

Rete Liberale dal 2009