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In Italia, si ripete spesso, siamo privi di cultura liberale, siamo abituati a guardare al mercato con sospetto: per noi la concorrenza e', di necessità, "sfrenata" e l'individualismo ci appare, per definizione, "selvaggio". Ma non e' certo attraverso la lettura obbligatoria di Adam Smith o di Tocqueville che si può sviluppare in un Paese la cultura liberale. E nemmeno con le continue professioni di liberalismo dei nostri politici. In realtà, la cultura liberale di un Paese, quando esiste, e' insegnata dal più influente dei maestri, la vita quotidiana basata sull'esercizio concreto delle libertà individuali e su regole chiare, semplici e accessibili a tutti. Del resto, e' stata l'esperienza a insegnare agli italiani che da noi, in fondo, e' proibito tutto ciò che non e' esplicitamente permesso. E' stata la vita d'ogni giorno a insegnarci che viviamo in un sistema politico democratico, ma in una società per molti e decisivi aspetti non liberale. E’ indispensabile che il mercato sia libero e la concorrenza, soprattutto sui beni di consumo famigliare, funzioni. Anche con un continuo miglioramento dell’informazione sull’offerta, sui prezzi e sulla qualità, con una migliore attività informativa e contrattuale delle associazioni consumatori. Proprio per questo una riforma - per quanto settoriale - che aumenti il riconoscimento dei diritti dell'individuo e le sue possibilità di scelta, come consumatore o come commerciante, dovrebbe essere considerata con particolare attenzione da chi si richiama a valori di libertà. Anche l’artigianato rientra in una potenziale riforma che rimetta al centro la figura dell’artigiano Infatti l’artigiano unisce la capacità e lo stimolo imprenditoriale alla genialità dell’innovazione ed alla capacità del saper realizzare con le proprie mani. Elementi essenziali per creare uno sviluppo economico innovativo. Per tali ragioni l’artigiano debe essere messo in condizioni di poter fare il proprio mestiere senza lacci e lacciuoli di carliana memoria. Lo stato non debe trasformare l’artigiano in ragioniere da pratiche contabili e burocratiche. Le forfetizzazioni fiscali, quindi, e la burocrazia praticamente inesistente sono essenziali. Rete Liberale vuole promuovere in tal senso una serie di sinergie tra mondo della formazione ed imprese al fine di valorizzare un ingente patrimonio culturale e umano che può e debe tornare a competere sui mercati nazionali ed internazionali.