Welfare society


Ormai sembra mutata in questi ultimi anni la filosofia che sorregge il Welfare: è necessario passare da una concezione puramente assistenzialista ad una logica di responsabilità, di opportunità, senza per questo dimenticare il valore della solidarietà sociale verso chi invece si trova in difficoltà . Sarebbe un passo avanti, un'evoluzione positiva, verso una maggiore giustizia sociale perché quella attuale è funestata da quanti godono di benefici particolari non sostenuti da una sufficiente contribuzione per finanziare la prestazione sostenuta dallo Stato in suo favore, sottraendo risorse ad altri, ipotecandone il futuro e creando i presupposti per un dissesto. In altre parole, vorremmo che il welfare non fosse assistenza e/o privilegio, ma assicurazione: un modello assicurativo, che renda sicuri-appunto-, che riduca l'esposizione dai grandi rischi della vita (la malattia, la disoccupazione, l'obsolescenza professionale) e che faccia leva sulla responsabilità individuale di ognuno. Se pagassimo meno tasse e se non fossimo costretti a sostenere il parassitismo mascherato da stato sociale, avremmo molte più risorse private e pubbliche per un sistema assicurativo robusto, efficiente ed equo! Bisogna che il sistema preservi i risultati di anni di lavoro e sacrifici da un Stato parassita e incapace di produrre ricchezza e giustizia sociale. Infatti, l’unica giustizia sociale è il riconoscimento dei propri meriti e la possibilità di decidere come organizzare le nostre vite nella convinzione che senza solidarietà verso chi ha bisogno non può esistere nessuna convivenza sociale. “No lunch is free”.