Esteri


Noi pensiamo che la politica internazionale debba basarsi sul valore della libertà, e sul fondamentale rapporto tra pace, libertà e diritti. È ciò che riteniamo faccia parte delle aspirazioni e delle possibilità di tutti i popoli. In un mondo sfidato dal terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra le civiltà, noi poniamo la costruzione della pace e il dialogo tra i popoli come fondamentale dovere della nostra politica internazionale. A questo dovere sono ancorate le nostre alleanze e relazioni, le nostre missioni all’estero e più in generale la strategia del nostro Paese sullo scacchiere mondiale. In questo contesto restano fondamentali le scelte atlantiche. È su questo confine, tra passato, presente e futuro, che si staglia la differenza tra due visioni della vita e del mondo. La visione della sinistra e la nostra visione. La politica estera di un paese liberale non può che ispirarsi al rispetto delle alleanze consolidate con i paesi del mondo libero, nella consapevolezza che esistono forze ad esso ostili che vanno combattute con fermezza, nell’ambito di strategie di lungo periodo che garantiscano il più possibile la pace internazionale ed il rispetto dei diritti umani. E’ attraverso l’apertura dei mercati e la interdipendenza economica reciproca che possono essere raggiunti risultati di maggiore convivenza e pacificazione. In particolare, nell’aiuto ai paesi in via di sviluppo, sono da censurare politiche di assistenza e di lobby a lungo perseguite da molti organismi internazionali, che “tolgono ai poveri dei paesi ricchi per dare ai ricchi dei paesi poveri” generando corruzione e spreco, e vanno invece incentivati accordi commerciali e l’apertura dei mercati agricoli occidentali, smantellando la iniqua, inefficace e protezionista politica agricola comunitari.