Difesa del Contribuente


La macchina fiscale deve essere semplice, adeguata ai suoi fini, lavorante senza attriti, con ossequio rigido alla giustizia. Luigi Einaudi. Il legislatore fiscale negli ultimi anni non solo ha ulteriormente rafforzato l’attività di accertamento degli uffici, ma ha fortemente limitato il diritto di difesa del contribuente, non consentendogli una piena ed efficace tutela giurisdizionale. Con diversi provvedimenti sono state rese più incisive le attività di accertamento degli uffici fiscali senza, peraltro, riequilibrare la posizione processuale del contribuente, che continua a trovarsi in una posizione di svantaggio ( solve et repete) nei confronti del fisco perché non può totalmente esercitare il proprio diritto di difesa. Se non sarà riformato radicalmente il processo tributario, mettendo sullo stesso piano processuale la parte pubblica e quella privata, senza alcuna limitazione all’esercizio del diritto di difesa, non saranno mai pienamente realizzati i precetti costituzionali degli artt. 24 e 53 della Costituzione. Il legislatore con la legge n.212 del 2000 (Statuto dei diritti del contribuente) ha cercato di stabilire dei principi che limitassero il potere di supremazia del fisco, ma questo encomiabile tentativo è rimasto lettera morta perché adottato con semplice legge ordinaria, praticamente limitata dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione. Tutti sappiamo, infatti, che non si può introdurre o aggravare un’imposta ex post, incidendo sul reddito e sul patrimonio dei contribuenti in un periodo anteriore a quello dell’approvazione e dell’entrata in vigore della norma stessa. E’ il principio base dello Statuto dei contribuenti, ma allo stesso tempo è una delle leggi più calpestate dallo Stato stesso. La norma è diventata esattamente opposta. Di conseguenza, è necessario rendere legge costituzionale lo Statuto in corrispondenza di una importante delegificazione che porti ad uno snellimento burocratico degli adempimenti fiscali e permetta di rendere più chiaro un sistema fin troppo grigio e macchinoso per rendere più semplice il rapporto Stato – Cittadino. Lo Stato cambia ex post la detrazione per le polizze assicurative che abbiamo sottoscritto mesi fa. La cosiddetta Robin Hood Tax energetica, nel 2008, fu retroattiva. L’addizionale regionale IRPEF dello 0,33% fu retroattiva, nel 2011. Tra il salva- Italia del dicembre 2012 e la legge di stabilità per il 2013, 5,5 miliardi di gettito aggiuntivo è stato retroattivo.