Riforme


L’Italia, e tutto l’Occidente, vivono una crisi politica e culturale prima che economica, che riguarda i sistemi di governo di una realtà globale sempre più complessa e interdipendente. Da un lato infatti i cittadini sono sempre più consapevoli della inadeguatezza dei “politici” nel gestire i problemi della società moderna; dall’altro però cercano sempre più “nello Stato”, e cioè alla fine in quegli stessi politici, il rifugio entro cui cercare riparo dalla crisi. Questo paradosso crea un clima generale di sfiducia e inerzia civile, tale da far prevedere a molti come ineluttabile il rapido declino politico ed economico dell’Europa. A questo declino noi di Rete Liberale non vogliamo rassegnarci, convinti che i valori che hanno portato la nostra civiltà ad essere la più libera e prospera della storia dell’ umanità possano ancora essere una guida per il futuro. Noi crediamo che le soluzioni ai problemi del nostro tempo non stiano in approcci dirigisti, o in grandi progetti di ingegneria sociale, ma possano essere trovate soprattutto restituendo ampi spazi di libertà alla società civile, affidando alle persone ed alle comunità la responsabilità di forgiare il proprio destino, moltiplicando le opportunità di esercitare la creatività e l’iniziativa individuale. La crisi economica che morde sulla carne di tante persone non è solo l’effetto di una congiuntura. E’ il bilancio amaro di una storia di molti decenni. Una storia di scelte politiche dissolute e irresponsabili, scaricate sulle generazioni future, ma è anche la storia di un sistema politico paralizzato, incapace di governare il cambiamento perché fondamentalmente privo degli strumenti per farlo. Per questo la nostra è una crisi epocale. Una crisi economica e una crisi politico-istituzionale. La crisi di un modello di organizzazione. La necessità di rivedere l’impianto istituzionale è un dato di fatto soprattutto a seguito delle ultime vicende politiche. Ormai è palese la presa di coscienza dei cittadini, che una riforma organica della nostra Costituzione in senso presidenziale è l’unica possibilità che abbiamo per tirare fuori dalle secche dell’immobilismo istituzionale il nostro Paese. Il federalismo, anche letto alla luce del criterio di sussidiarietà, è un principio affine e prezioso per un liberalismo moderno, purché si traduca in un rafforzamento del controllo dei governanti sui governati, nella limitazione della discrezionalità burocratica, nella più diretta partecipazione delle singole comunità ai benefici generati dal carico fiscale da loro sopportato, nell’attenuazione della “lontananza” e impersonalità del potere pubblico nei confronti dei cittadini. Sono invece pericolose ed illiberali, nel ricordo della preveggente opposizione di Einaudi alla istituzione delle Regioni come si realizzò negli anni ’70, quelle forme di cosiddetto “federalismo” che in realtà moltiplicano invece che semplificare i centri decisionali, burocratici e di spesa e gli apparati di potere. La forma statuale non è dunque un obiettivo di per sé, ma lo strumento per realizzare al meglio le aspirazioni dei cittadini. Per Rete Liberale la forma migliore è quella che garantisce l’efficienza dei servizi forniti dalla pubblica amministrazione con la minimizzazione dell’apparato burocratico. Tra le conquiste più preziose della cultura liberale vi è il principio della separazione dei poteri, che attribuisce ambiti limitati ed autonomi a Governo, Parlamento e Magistratura, principio ultimamente messo in discussione da reciproche invasioni di campo. Se occorre vigilare che la Magistratura non diventi un obbediente strumento del potere esecutivo, particolarmente insidioso è il rischio che essa si tramuti in casta intoccabile, non al servizio della giustizia e dei cittadini, ma di proprie ideologie o ambizioni di potere, unica autorità di fatto irresponsabile delle proprie azioni e libera di attribuirsi compiti che non le competono. La separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, un accresciuto ruolo riconosciuto alle procedure arbitrali, una gestione meritocratica delle carriere sono necessari e devono essere inseriti in una complessiva riforma della giustizia che ne garantisca la maggiore efficienza e ne tuteli la effettiva indipendenza e autorità. Il compito di Rete Liberale è di far valere le proprie proposte nel contesto politico oggi esistente, e cercare di far evolvere questo stesso contesto in senso più liberale.