Libertà economiche


Viviamo tempi confusi ed è interessante notare come le parti tradizionali si siano completamente invertite. I “responsabili” sono coloro che si indebitano oltre la capacità dei loro contribuenti, che spendono e tassano e i nuovi “populisti” che mirano al pareggio di bilancio e non vogliono alzare il tetto del debito, premendo per tagliare la spesa pubblica. Insomma, le vecchie categorie politiche non sarebbero più attuali: più realistico dividersi sulle banche, il loro salvataggio e la sovranità monetaria. In maggioranza sono teorici “stampatori”di biglietti e della buona svalutazione- inflazione, ma che soffiano dentro le bolle finanziare! Se a dire e fare questo sono un premio Nobel per l’economia - Krugman- e un altro per la pace -Obama, possiamo stare tranquilli !? Nel mondo alla rovescia governato dalla fantasia al potere, la crescita con la stampante filigranata è un gran risultato e la concorrenza con il gioco del Monopoli non è da sottovalutare… Chi non è d’accordo è un pericoloso e irresponsabile populista. La verità, purtroppo, è che la nostra economia è messa in ginocchio da una orrenda pressione fiscale, che non tiene conto -per ora- della famosa Curva a campana, di una burocrazia che toglie il respiro, della inefficienza e del mal costume relativi ad una spesa pubblica che non conosce limitazioni. La politica che oggi è in campo sta peggiorando la situazione e, ovviamente, non si attende ripresa se ad essere colpiti dalla scure fiscale sono sempre i ceti produttivi e mai quelli parassitari- dalla politica creati- . Inutile dire, che banche e BCE seguono logiche lontane dalla cd economia reale e che il nostro mostro-debito pubblico esisteva anche prima dell’Euro e che è causa dello dell Stato che spende più di quanto incassa. Banalità, perfino! Incassa tassando e, per spendere più soldi , può solo prenderli in prestito: i creditori hanno giustamente iniziato a dubitare della solvibilità dello Stato - italiano, chiedendo interessi sempre più alti. Che si stampi pure, ma sarà il caso anche di aumentare le riserve auree, altrimenti a cosa sarà agganciata la moneta? Questi ed altri sono gli argomenti che dovrebbe tenere in considerazione una determinata classe politica cui molti elettori si riferiscono o, meglio, si riferivano. Per il momento, la notizia trasversale è che il nostro Paese è all'83esimo posto relativamente alla libertà economica ed infatti, con un deficit/ Pil al 133,3 %, è fuori dal G8 e domani lo sarà pure dal G10! Detto questo, il problema è di sistema ed è riferibile al modello attuale di "capitalismo" finanziario basato sulla continua creazione di denaro che ha portato al gigantismo della finanza, alla marginalizzazione del lavoro e dell'economia reale ed alla distruzione del risparmio. Il capitalismo è il sistema che prende dal risparmio le risorse per gli investimenti e le remunera per questo. L'attuale sistema è la negazione del capitalismo, perché svaluta il risparmio (quale banca vorrebbe pagarlo per riallocarlo presso le imprese, quando ha denaro gratis creato di fresco?), lo svilisce, e lo proclama persino dannoso. Il famigerato "capitale" non è null'altro che il risparmio. Impegnamoci , dunque, in prima persona affinché i fu moderati e odierni populisti non siano privati della rappresentanza e della libertà di scelta..