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What is Clil - infanzia?

  1 novembre 2017       Nicoletta Di Giovanni


David Marsh, cui si deve l’acronimo CLIL Content Language Integrated Learning, sa di certo che ha finalmente dato un nome alla metodologia didattica per eccellenza della Scuola dell’Infanzia, che, invece, risulta giustamente innovativa per tutti gli altri ordini di scuola. Infatti, il CLIL non sostituisce le normali lezioni d’inglese, ma affianca l’insegnamento linguistico curricolare, creando una maggiore esposizione alla lingua straniera e un ambiente d’apprendimento meno artificiale e più legato alla vita reale della classe. Proprio come accade naturalmente nella scuola dell’Infanzia, dove non c’è bisogno di simulare esperienze per l’immanenza del curricolo implicito, che è oltre la progettualità esplicita: il contesto é l’esperienza che crea le necessità comunicative per apprendere le funzioni linguistiche. Si usa la lingua straniera per giocare, sperimentare, osservare, comparare, classificare! La scuola dell’infanzia è essa stessa una strategia per imparare; è lo spazio didattico delle learning skills. Il CLIL è diventato uno dei concetti chiave che permeano gran parte della legislazione scolastica: le Indicazioni ministeriali del 2012, tra le varie possibilità metodologiche, nominano l’uso della lingua straniera “per promuovere e veicolare apprendimenti collegati ad ambiti disciplinari diversi”. La legge 107 pone una grande attenzione alle lingue straniere e per potenziare l’offerta formativa propone l’uso della metodologia CLIL già a partire dalla scuola primaria; I documenti europei (Libro Bianco, Quadro Comune Europeo di Riferimento) sottolineano l’importanza delle lingue straniere che vengono considerate una delle competenze chiave per i cittadini europei. Si raccomanda la conoscenza di almeno tre lingue comunitarie e il CLIL viene indicato come uno degli strumenti per facilitare la competenza plurilingue. le ultime tendenze in Italia in ambito CLIL sono emerse nel seminario Leading innovation through CLIL, che si è tenuto il 23 marzo 2017 presso la Sala della Comunicazione del MIUR e in progetti che hanno interessato anche la scuola primaria, pur in forma ridotta rispetto alla scuola secondaria. Tra i più recenti c’è il C4C – Clil for Children che, partendo da un’indagine sullo stato dell’arte del CLIL e da una ricerca sulle OER (Open Educational Resources), offre ai docenti strumenti e linee guida per promuovere il CLIL nella scuola primaria. E’ facile intuire come il CLIL Infanzia, nato dalla didattica laboratoriale propria di questo ordine, difetti di quella sistematicità progettuale per l’inserimento a pieno titolo nel curricolo verticale, come pure è trascurata o poco riconosciuta la specifica competenza in didattica l2, dato che siamo molto lontani dal poterla considerare come competenza diffusa e presupposta. Nel CLIL, contenuto e abilità sono integrati e connessi per far alunni competenti ed è proprio questa la grande sfida del CLIL: riuscire a proporre ambienti d’apprendimento dove una tale integrazione possa aver luogo. Ecco, la scuola dell’infanzia per sua essenza così compente, è il segmento primario deputato a lanciare questa sfida ponendosi come base, in tandem con le learning technologies, per un curricolo verticale di successo.


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