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EXPO, FA' IL TUO MINIMO!

  4 maggio 2015       Nicoletta Di Giovanni


L'italietta made in tassilandia, dice "no" agli OGM: un po' per celia, un po' per non morire! Io dico senza NON. Voi, che dite, l'Expo diventerà un'occasione per parlare di nutrizione e anche mancanza di cibo nel mondo? Fra non molto gli umani a zonzo sul pianeta aumenteranno e ci sarà carenza alimentare, mentre noi andiamo a ricercare il nostro contadino preferito che ci darà la sua bella mela bucata e un po' piccola! Basta che è sana! Invece, sai che c'è di nuovo? ( mica tanto) Tutte le accademie scientifiche nazionali (e non) hanno preso posizione: non esiste un problema Ogm a livello scientifico e su questo proprio non c’è più dibattito,et voilà le jeux sont fait! Gli alimenti derivati da organismi geneticamente modificati sono i più controllati in assoluto, ma nonostante le prove sulla loro sicurezza da parte delle autorità competenti, l'opinione pubblica è ancora molto diffidente: è la situazione paradossale in cui il cibo transgenico pone un rischio molto basso, assai più piccolo delle intossicazioni dovute alla contaminazione microbica. Quindi, che certa politica la smetta di infilarsi in posizioni pseudoscientifiche da rettiliani new version e rifilarci fregature sulle loro obiezioni agli OGM; mettessero la questione sul piano economico, così almeno è più facile dar loro dei protezionisti anni '20. Poi, magari potrebbe dedicarsi sul fronte della sicurezza dei cittadini per le strade di Milano, al limite. Speriamo che l'EXPO non sia solo una passerella per le eccellenze agro alimentari per Paesi ricchi o per finti progressisti che a quanto pare, frega poco delle innovazioni pro fame nel mondo. Il diniego italiano agli Ogm mette in pericolo l’economia italiana e il primo danno è per gli agricoltori. Alcuni organismi geneticamente modificati, come il mais Bt o la soia, hanno avuto un enorme successo a livello planetario: non vengono attaccati dagli insetti, consentono pratiche agricole più agevoli. Quindi, impedire ai nostri agricoltori di sfruttare queste tecnologie significa metterli in una posizione di rarefatta competitività rispetto a quelli degli altri paesi. Il fatto che la soia è comunque necessaria per l’alimentazione del bestiame, innesta un circolo vizioso: in Italia non coltiviamo quella transgenica, ma alla fine la importiamo per darla ai nostri maiali. È abbastanza stupido, come la storia del nucleare dei nostri vicini di casa o lontani che siano! Risultato? La ricerca biotech in Italia è ormai inesistente, non è più finanziata. Fra non molto, non solo non saremo più in grado di proporre novità, ma non saremo neanche in grado di valutare quelle che ci verranno proposte. Non si vuole comprendere che il progresso di questo settore è talmente veloce che nell’arco di 10 o 20 aa avremo tecnologie di modifica delle piante totalmente diverse da quelle odierne: il nostro paese non avrà altra scelta se non adottarle, ma ad alcuni ( troppi) piace farlo da acquirenti e non da venditori. Che dire, sarà per il nome ogm che suscita diffidenza, sarà per lo sterco del diavolo di quelli che... "le multinazionali ci vogliono morti " e lo dicono mentre passeggiano con le loro Nike e parlottano col cellulare in coltan derubato ad altri! Sarà, ma non credo siano trascurabili le parole di U Veronesi - a cui non mi ispiro riguardo le misteriose umane avventure - I cibi geneticamente modificati, oggi in commercio, sono assolutamente sicuri, affidabili e innocui. Non nascondono alcun rischio per la salute dell'uomo e degli animali. Dirò di più. Sono spesso più sicuri di molti alimenti cosiddetti "naturali", poco controllati. Personalmente, se in Italia si potesse scegliere, preferirei nutrirmi di mais transgenico - . Mi par giusto ricordare ricordare che sin dall’antichità, senza rendersene conto, l’uomo ha sfruttato le biotecnologie nella trasformazione degli alimenti: vino, birra, sidro, formaggi, yogurt. / Per concludere, dedico queste semplici parole a chi gli sovviene almeno un dubbio e a Giorgio Fidenato imprenditore agricolo che si batte come un leone nei tribunali contro l'ignoranza e la mala fede degli statalisti per passione e più spesso per convenienza. Come è noto, ha nel tempo subito la violenza devastatrice sui propri campi per mano degli ambientalisti incappucciati e di bianco vestiti. L’agire di Fidenato è finalizzato ad uno scopo: costringere l’Italia a rispettare i trattati internazionali e le regole della Ue( per una volta che la fanno giusta), compresa quella sugli Ogm, la cui coltivazione, in particolare del mais Mon 810, è consentita sull’intero territorio dell’Unione. Beh, un bel dì vedremo.


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