•  

EVVIVA LA GUERRA?

  29 gennaio 2015       Maurizio Bonanni


"Rieccolo!". Di nuovo, un Governo di sinistra (?) ci porterà, come nel 1998, a un intervento armato? All'epoca, attendemmo un bel po', per la verità, prima di andare in soccorso dei musulmani del Kossovo (bel contrappasso, no?), sterminati dalla ferocia di Milosevic e delle sue pulizie etniche. Oggi, a quanto pare, il Ministro Gentiloni, e il Governo al quale appartiene, implorano una santa alleanza di "peacekeeping" (con i soliti bombardamenti mirati, che fanno, poi, migliaia di vittime collaterali!?), sotto l'egida Onu, per colpire l'Isi, in Libia e dintorni. Dato che, da sempre, mi ritengo uno scomodo, assolutamente pacifico, anarco-individualista, al soldo di nessuno (per incidens: la libertà, in questo Paese a-meritocratico, si paga con la marginalità e la fame!), cercherò di essere -educatamente- il più possibile "non" Politically correct. Anche perché, scusate, ma sono un po' stanco di sentire le solite frasi di tanti strateghi improvvisati (funziona, anche qui, come nel calcio: milioni di allenatori della Nazionale, al tempo dei Mondiali!) sul tema: "Armiamoci e partite!".
Quindi, secondo questi miei illuminati concittadini, l'Isi avrebbe: 1) la capacità offensiva (flotta navale e area; truppe da sbarco, armamenti missilistici a medio-lungo raggio, etc.) per invaderci; 2) uno Stato internazionalmente riconosciuto, in grado di rispettare convenzioni internazionali come quella di Ginevra sui prigionieri di guerra; etc.. Tralascio molti altri punti, per chiarire il paradosso: tanto, mi avete già capito.. C'è, addirittura, chi sostiene che l'Isi, messe le mani sugli armamenti missilistici libici, potrebbe tranquillamente colpire le città italiane della costa. A parte un inciso sulla loro gittata insufficiente (gli unici ad averla sono quelli iraniani, loro nemici acerrimi!), vorrei far notare la seguente, semplice cosa: saremo pure dei minus habens internazionali, ma apparteniamo pur sempre alla Nato. Quindi, tutti i nostri alleati hanno l'obbligo di soccorrerci, in caso venissimo attaccati dall'esterno! E pensate che l'Isi abbia l'anello al naso, per tentare una mossa del genere?
Mi aspetto kamikaze e attacchi di commandos, come a Parigi. Non missili. Insisto: la minaccia dell'Isi è solo psicologica. Può solo usare i suoi miliziani per azioni di guerra o suicide. Per di più, avvalendosi di.. oriundi! Mi pare che, se non erro, i terroristi di Parigi fossero ben noti, per le loro simpatie fondamentaliste. O sbaglio? Del resto, come la combatteremmo questa guerra? Con i soliti cacciabombardieri, senza mettere gli.. "stivali sul terreno"? Qualcuno pensa davvero che sia possibile inviare in loco un decente corpo di spedizione europeo, ammettendo, per assurdo, che i nostri bamboccioni, cocchi di mammà, accettino di portare all'ammasso i loro adorati i-phone, e si mettano la mimetica e mitra beretta in spalla? Lasciate che mi ponga una domanda lecita: ma, non ci sono bastati Afganistan e Iraq, dove siamo andati al guinzaglio della più potente armata del mondo, per ritirarci senza gloria, dopo migliaia di morti e colossali spese per sostenere quelle spedizioni?
I barbudos col turbante li abbiamo sconfitti sul campo, o loro hanno sconfitto noi? E pensate che con quelli dell'Isi, che non hanno nessun timore di mandare al macero centinaia di migliaia di esseri umani, loro e di altri, sarebbe diverso? Dite che, in alternativa, l'eventuale vietnamizzazione del conflitto funzionerebbe meglio? Se non vado errato, all'epoca dell'invasione sovietica dell'Afganistan, gli Usa inviarono notevoli finanziamenti in armi e denaro ai "mujaheddin" del popolo. E, se ricordo bene, tutti quegli armamenti (missili Stinger compresi!) passarono, poi, ai talebani e al loro Stato fondamentalista, riconosciuto perfino da Nazioni che hanno proprie rappresentanze all'Onu!
Del resto, in Iraq è avvenuta la stessa cosa: Saddam comprava armi -quelle chimiche comprese- ed esplosivi di ogni tipo (russi, cinesi, americani ed europei!), sui mercati paralleli degli armamenti di mezzo mondo, che, poi, sono passate puntualmente nelle mani della guerriglia sunnita, nel corso della guerra civile, che dura tutt'ora! Addirittura, all'apice del furore interventista, c'è chi invoca contro l'Isi il ricorso alle.. armi nucleari! Molto bene, direi.. Oltre al fallout alle porte di casa nostra, avremmo appena un miliardo e mezzo di persone che vorranno, poi, vendicarsi di noi, con ogni mezzo! Per capirci: il Pakistan è musulmano, e possiede armi nucleari.. Pensate che, a quel punto, non le userebbe a occhi chiusi contro l'Occidente? Bel risultato, no?
Però, non mi sottraggo al quesito "Che fare?". Primo: l'Isi va combattuta con le sue stesse armi. Ovvero: molta intelligence efficace, e azioni preventive di commandos, per togliere di mezzo i personaggi più pericolosi, con passaporto e nazionalità occidentali. Poi, prendendo le mosse da Orwell, al posto di un inutile corpo di spedizione, servirà molto di più imbastire una sana propaganda cultural-mediatica mondiale, per immunizzare gli occidentali dal terrorismo psicologico. Il principio base è quello di fortificare al massimo la.. resistenza interna (interiore) degli individui sotto attacco. Peraltro, la probabilità individuale di essere coinvolti in un atto di guerra, come quello di Parigi, è praticamente nulla. Dopo di che, non dovremmo temere il numero di nostre perdite, qualunque esso sia.
Questo principio deve essere controbilanciato dall'assoluta certezza -da instillare nel nemico- che ogni sua azione avrà, puntualmente una reazione almeno pari e contraria: responsabili e mandanti, cioè, saranno perseguiti con ogni mezzo, ovunque essi si trovino. Gli israeliani, in questo, sono degli specialisti, con memoria d'elefante. Poi, se riuscissimo a catturane un po' di eversori integralisti, qui in Occidente, non sarebbe male estradarli immediatamente in quei Paesi di origine, in cui la pena capitale è certa, per costoro. Certo, in tal caso, resta l'ostacolo da superare dei Trattati internazionali, che proibiscono l'estradizione in Paesi dove vige la pena di morte.. Ma è un dettaglio..
Secondo rimedio: occorre trattare l'Iran da nostro interlocutore internazionale, scegliendolo come alleato regionale privilegiato, per battere sul terreno i suoi più odiati nemici: i barbudos dell'Isi. Mettendo chiaramente sul piatto le garanzie per la sua sicurezza (che si riverbereranno, positivamente, anche su quella di Israele!), in modo che i mullah rinuncino agli armamenti nucleari. Poi, sempre sul versante militare, basterà rafforzare in ogni modo la resistenza curda, facendo la faccia truce con Erdogan. Ma, perché nessuno se la prende con i veri responsabili di questo disastro, tipo Arabia saudita, Emirati e, soprattutto, la Turchia fondamentalista? Invece di investire montagne di migliaia di dollari in armamenti nucleari, perché non utilizziamo quell'immenso tesoro per arrivare, alla svelta, alla fusione nucleare, così che tutti questi signorotti dell'Idra fondamentalista tornino all'età della pietra? Vogliamo andare a vedere le carte di chi domina il mondo, grazie al ricatto petrolifero? Magari, alla prossima puntata.


NEWSLETTER