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CO.RE.COM., CHI?

  12 novembre 2014       Nicoletta Di Giovanni


Sembrano i defunti CO.RE.CO, ma sono i vegeti CO.RE.COM, sconosciuti ai più! Una EMME finale che ci costa salata. Si tratta di organismi camaleontici che a spese dei contribuenti si autoalimentano senza far troppo rumore. Che fanno? Estraggono a sorte in che ordine presentare i politici alle tribune elettorali locali per la Rai, elargiscono i fondi alle tv locali, redigono il censimento- sempre più corto- dell'emittenza radiofonica e televisiva della propria regione, fanno da paciere tra consumatori inviperiti e i gestori di tv, internet o telefoni. Potrebbe essere sufficiente un ufficio e neanche tanto grande. Invece, ogni Regione ha una sua struttura con tanto di presidente, vice, consiglieri, comitati e dipendenti. Poltronesofà in gran quantità, direbbero in TV! Di certo non è agevole riuscire a conoscere i bilanci dei Corecom, ma il loro costo complessivo sembrerebbe aggirarsi sui 2 milioni di euro. Ogni Regione fa storia a sé. Nel Lazio ci sono un Comitato, un Presidente e una struttura organizzativa molto articolata. Su tutto, non poteva mancare un organismo di coordinamento dei Corecom con tanto di super Presidente, già presidente di quello toscano. Abbiamo appreso dallo stesso, e la notizia è fresca, di tutto il lavoro e dei milioni di euro che si rincorrono per benefici alla collettività: rimborsi, indennizzi, convegni, finanziamenti dati e ancora! In breve: - "Nel 2013 i Co.Re.Com hanno gestito 71 mila 692 istanze di conciliazione: tre su quattro hanno avuto un esito positivo pari ad un valore economico di 25 milioni di euro, che sono stati restituiti a imprese o singoli cittadini. Sempre nel 2013 ci sono state altre 5 mila 65 istanze di definizione delle controversie, che corrispondono al successivo grado di risoluzione in caso di esito negativo del tentativo di conciliazione". Che numeri e per l' intera Italia! Poi, lo stesso coordinamento nazionale ci rassicura sulla virtuosità del sistema, attraverso analisi di customer satisfaction attivate dagli stessi Corecom, con risultati che registrano una soddisfazione dell’utenza che supera il 90% . Bene, ma allora perché in tantissimi non ne sospettano l'esistenza? Di conosciuto e sicuro, c'è l'elaborazione di graduatorie per accedere ai finanziamenti per le emittenti radiotelevisive private, 71 milioni nel 2012 . Un po' di crony capitalism non poteva mancare: come fossero tante porzioni di canone simil RAI targati CORECOM in aggiunta a quello pubblico nazionale, della serie " Piccole Rai crescono". Abbiamo appreso di grandi risultati pure in costanza di moria di emittenti radio-tv locali e di tax payers alla canna del gas! Detto ciò e compresa l'Urbe, che sia toccato qualcosa pure a Rieti - Centro geografico d'Italia buono per fare una media- e alle altre province del Lazio? Visto lo stato dell'arte delle tv locali, moriture o già perite, forse non saranno bastati! Il Pres, in aggiunta, ci tiene a ribadire che il servizio del Corecom è completamente gratuito, ma non è dato sapere se sia per il fatto di dipendenti che fanno volontariato o di Consiglieri che vengono direttamente dalla Caritas e se lui stesso sia un "damigello di Carità". E' il liberismo selvaggio, bellezza! Per rimanere nell'esempio, segnaliamo per pubblicizzare il servizio anche ai social-navigatori che CORECOM LAZIO è presente su FB ed ha ben 210 Mi Piace e che sul sito web il settore "Atti e documenti" è in costruzione e la Struttura organizzativa è in vigore dal 14 Luglio 2014. Per tutto questo e molto altro nel mare magnum della Spesa Pubblica, non evadere! Intanto, il movimento RETE LIBERALE ne proporrà l'abolizione con idonee iniziative nell'ambito dell'obiettivo generale di riduzione della spesa pubblica per meno tasse e più libertà economica.


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