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Bologna: critiche e proposte di politica urbanistica

  24 ottobre 2018


di Vincenzo Donati - BOLOGNA: CRONACA DI UN FALLIMENTO POLITICO ED URBANISTICO ANNUNCIATO.

Il Restyling dello stadio Renato Dall’Ara.

E’ mai possibile che per attuare il restyling dello stadio si possa solo pensare di sacrificare un’area boscata, i Prati di Caprara, di 47 ettari al centro della città già carente di verde e servizi?
Sì, potrebbe essere possibile a Bologna.
Invece di preservare la zona “Prati di Caprara” alla sua vocazione naturale e storica di verde e servizi, che da 50 anni a questa parte è stata sempre saggiamente prevista dagli strumenti urbanistici, e farla diventare finalmente il Parco pubblico boscato da tempo atteso dai cittadini (con un’ampia zona boschiva spontanea e servizi compatibili a questa destinazione principale e centrale, atti a renderla vivibile e frequentabile in sicurezza), vuole realizzare ciò che è già peccato mortale solo a pensarlo.
Quello che il Comune intende fare è un blitz "urbanistico" che va esattamente nella direzione opposta; senza un disegno complessivo del territorio, si vorrebbero realizzare oltre mille alloggi con il conseguente soffocamento dell'adiacente nosocomio che invece avrebbe bisogno di verde attorno e la possibilità di ampliare i propri servizi socio- sanitari e assistenziali.

La stessa cosa avviene anche nell’ area ex Cierrebi, qui si intendono distruggere ben 30.000 mq di impiantistica sportiva di qualità per realizzare un supermercato, assolutamente non necessario.
L’impianto peraltro è regolato da una Convenzione che, ancorché privato, ne impone un uso pubblico, senza oneri economici da parte del Comune, così che i cittadini possano usufruire di servizi sportivi carenti nella zona.
Anche in questo caso, logica e buon senso, suggerirebbero di assecondare la vocazione naturale e storica della zona CRB, aggiornando la Convenzione in essere con l’implementazione di nuova impiantistica sportiva e attività economiche compatibili con la sua destinazione principale di Zona Verde sportiva aperta al pubblico. Realizzando in tal modo, in una zona caratterizzata da scarsità endemica di impiantistica sportiva, un nuovo centro sportivo polivalente delle dimensioni di scala tali da renderlo competitivo a livello comunale e maggiormente redditizio anche rispetto allo stesso supermercato.
Le sintetiche valutazioni sin qui svolte rappresentano una solida base argomentativa per opporsi ad una gestione comunale di poco respiro in campo urbanistico ed incapace di vedere le opportunità economiche e sociali più utili e produttive per tutti.
Chiediamo semplicemente che siano favoriti investimenti con valore aggiunto rispetto alla mera speculazione edilizia e commerciale, non certo di libero mercato, ma clientelare e di relazione.
SEMPRE DALLA PARTE DEI CITTADINI per la promozione dello sviluppo e della qualità della vita della città, contro il “prepotere” pubblico e/o privato che sia.
D’altra parte, “non esistono i soldi pubblici. Esistono solo i soldi dei contribuenti”. (M.T)
Vincenzo Donati


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