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L'individualismo dei liberali non e' egoismo

  7 luglio 2013       Giuseppe Poddighe


L’impegno per un ritorno allo spirito liberale è particolarmente necessario per il bisogno che sentiamo di aria nuova e fresca dopo più di mezzo secolo di più o meno accentuato collettivismo politico e sociale.
L’individualismo liberale,quello che si oppone al socialismo e alle altre forme di collettivismo, non può essere preso a sinonimo di egoismo.
E tanto per non sbagliare, a Leopardi rispondo con Friedrich Von Hayek. Il quale scriveva:”Riconoscere l’individuo come giudice supremo dei propri fini, ritenere che nei limiti del possibile, sono le sue opinioni a dover governare i suoi atti, questa è la sostanza dell’individualismo”; la cui libertà, questo è fin troppo ovvio, non deve compromettere quella dei suoi simili.
L’accezione negativa che è stata accostata all’individualismo liberale è il risultato di una efficace propaganda del socialismo, minacciato da una cultura antitetica che mette in discussione, condannandoli, idoli come il primato del pensiero collettivo (la volonté générale di Rousseau e di tutti i totalitarismi), il potere delle masse e la loro rivendicazione del diritto di assoggettare la minoranza alla loro maggioranza.
Idoli che si riconducono alla lezione di Hegel, ma questo la massa si concede di ignorarlo. I più avvertiti hanno al massimo orecchiato che era anche la lezione di Gramsci e nella affermazione che l’individuo ha oggettività, verità ed eticità solo in quanto componente dello Stato (e dunque conviene stare in allerta quando fa capolino la voglia di stato etico, che poi era l’ambizione di Hiteler, Stalin,Pol Pot e Mao).
E’ sempre da quel pensiero che discende quel certo dispotismo comportamentale che con i suoi alti e bassi, le sue mode ondivaghe, rappresenta l’aspetto folcloristico dell’ideologia collettivistica: l’abbigliamento- divisa (dalle giacche di Mao di un tempo alla Kefia oggi adottata come accessorio), i collettivi, le famiglie aperte, “il privato è politico”,il “segue dibattito”, le assemblee studentesche e il “sei politico” antidoto alla meritocrazia borghese…
L’aspetto politico è invece lo statalismo esasperato, lo Stato”pesante”, iperburocratico,ed iperlegiferante che irrompe nella sfera individuale limitandone l’autonomia e violandone le libertà.
Tutto ciò comporta come pesanti danni collaterali, da un lato il dilatarsi della spesa e dunque delle tasse;dall’altro il concetto che tutto deve essere fatto per i cittadini e niente attraverso di loro.
Tutto questo,per riprendere uno slogan molto in voga nei primi anni della repubblica, quando lo stato sociale prendeva il volo estendendosi incontrollatamente,”dalla culla alla tomba”.Il che vuole dire che nell’arco della vita l’autodeterminazione – espressione della libertà positiva dell’uomo- e la responsabilità personale erano pregate di astenersi.
Noi liberali al contrario, vogliamo che rispondano alla appello.


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