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La pazienza rende giustizia al Senatore Verdini

  19 marzo 2018


Il Senator Verdini è stato assolto dall’accusa di far parte dell’associazione segreta cosiddetta “P3” nel processo di I grado - nona sezione del Tribunale di Roma.
Tutto bene, tranne che per i numerosi quotidiani che diedero molto spazio alle accuse a carico del Senatore, cucendogli addosso l'appellativo di "impresentabile". Oggi, gli stessi non dedicano una sola riga per chiedergli pubblicamente scusa.
Non ci riferiamo al "Fatto quotidiano", che fa della faziosità il suo core business, ma alle atre testate con tiratura nazionale ed espressione di un certa "intellighentia", che patisce anch'essa del giustizialismo stile anni Novanta.
Allora, che riflettano i giornalisti per i "ricami", i direttori per gli "avalli", gli editori per le loro responsabilità!
"Dopo anni di gogna mediatica, di titoloni sparati in cui si è parlato con superficiali certezze giornalistiche di fantomatici tesoretti illegali, di miei presunti conti segreti all'estero, di ingenti somme depositate per pagare tangenti oscure a chissà chi, il tutto sotto la mefitica regia di un'associazione segreta tesa a destabilizzare lo Stato e le sue istituzioni, oggi il tribunale di Roma ha certificato la mia totale estraneità a un'imputazione gravissima e infamante (...)
Uno squarcio di luce alla fine di un tunnel interminabile, che mi rende giustizia dopo le tante fantasiose falsità che hanno dolorosamente segnato la mia vita e quella della mia famiglia. Le 14mila pagine dell'inchiesta sulla cosiddetta P3, piene di
intercettazioni, appostamenti, indagini accuratissime e dopo due anni di dibattimento hanno portato a un risultato processuale inequivocabile: in questi anni io non ho tramato, ho solo fatto politica, cosa che per il momento non costituisce fortunatamente reato- scrive in una nota Verdini.


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