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"UN'EUROPA A MISURA DI OGM": intervista a Giorgio Fidenato

  6 maggio 2014       Segreteria RL


Rete Liberale intervista Giorgio Fidenato, imprenditore agricolo friulano, leader degli Agricoltori Federati.
Molti dei principali scienziati italiani hanno cercato di ribadire come l’allarme sugli Ogm sia esagerato e infondato, nello sforzo di riposizionare la questione OGM su una base scientifica e non ideologica. Se così, qual è, secondo lei, la motivazione per decretare un’imposizione all’Italia di coltivare mais geneticamente modificato?
Io non parlo mai di imposizione, ma di libertà di scelta. Non dovrebbe esistere nessuna legge, ma solo il principio della responsabilità, avuto riguardo alla natura delle cose. Io, e molti altri agricoltori, scelgono gli OGM perché vogliono produrre cibi sani, in un ambiente sano ed economicamente profittevole. Al momento attuale le biotecnologie hanno un potenziale enorme in questo senso che noi vogliamo scoprire. Chi non è d'accordo con noi, non può far altro che non comprare la nostra merce. Non può certo impedirci di perseguire il modello di agricoltura che, da imprenditori reputiamo, magari sbagliando, il migliore e più profittevole possibile.
Come intende procedere dopo il recente respingimento del Tar del Lazio- definito storico da alcune associazioni ambientaliste- del ricorso contro il decreto del luglio 2013 promosso dal Ministero delle Politiche Agricole di concerto con i Ministeri della Salute e dell’Ambiente in relazione allo stop delle semine Ogm in Italia?
In pratica ho già proceduto. Proprio ieri abbiamo inviato le notifiche dell'appello della sentenza al Consiglio di Stato. Insieme all'appello abbiamo anche depositato un'istanza cautelare al fine di accelerare la procedura ed avere la possibilità di avere un provvedimento nel giro di 30-40gg da oggi. Poi bisognerebbe che gli agricoltori seminassero, seminassero, seminassero. Vorrei vedere tutte le procure italiane intasate da procedimenti giudiziari insensati.

Il decreto ha validità 18 mesi dal luglio scorso. Sappiamo che numerose Regioni italiane , Province e Comuni hanno comunque vietato nel proprio territorio le coltivazioni biotech. Lei ritiene che non ci sia una comunicazione adeguata sugli OGM e la loro "sicurezza”?
In Italia la comunicazione intorno agli OGM è completamente sfalsata e sbilanciata verso le tesi anti OGM. Non si riesce mai a fare una seria discussione pacata, riflessiva e nel merito. Si parla sempre di multinazionali, suicidi, esperimenti fasulli, ecc.... Le riflessioni serie non passano. Passa solo il sensazionalismo. E' una battaglia difficile da sostenere da quel lato.

Abbiamo ascoltato l'On Susy De Martini- su "la Zanzara" di Parenzo- prendere una posizione chiara e netta sulla questione OGM, difendendo con energia le vostre posizioni. E' una presa di posizione forte, che significato ha per lei?
Ho ascoltato il pensiero della De Martini. Grandioso, finalmente una che ha le "palle". Fa molto piacere che qualche politico che hanno il potere di condizionare la nostra esistenza, comincia a pensarla come noi. E sono soprattutto contento che sia del centro destra, cioè di quella parte politica che finora ha accettato supinamente l'agenda politica della sinistra in tema di ecologia. E' ora di dare voce anche a quelle persone che sugli OGM la pensano diversamente rispetto alla vulgata.

La sentenza del Tar ha tenuto conto del principio di precauzione, si aspetta novità riguardo l’adozione di misure comunitarie secondo il Regolamento CE 178/2002 art 54 co3?
No, purtroppo la Commissione è molto debole e, dopo averla interpellata, mi ha risposto che altre volte ha provato a prendere dei provvedimenti contro quei paesi che non rispettavano le direttive europee, ma il Consiglio poi non ha autorizzato queste azioni. L'unica speranza è trovare un "giudice a Berlino" che prenda a cuore la cosa e decida secondo diritto e non secondo politica. Speriamo di incontrarlo presto, ancora in Italia. Altrimenti l'unica via resterà la CGUE.


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