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Piccolo manuale della libertà

  18 ottobre 2021       Giacomo Zucco       Rete Liberale


Pubblicato il nuovo saggio di Vito Foschi - ed. "Sapere aude" nella collana "Osa essere saggio" 

L’introduzione, di Giacomo Zucco.

Spiegare le ragioni della libertà non è facile. La parola “libertà” è una delle più utilizzate, ma l’uso che ne viene fatto è spesso distorto, deformato, strumentale, parziale, retorico o ambiguo. Proprio per questo è necessario, quando si cerca di difendere e divulgare le ragioni di una società libera, saper evitare abbagli concettuali, luoghi comuni infondati, mitologie contemporanee, errori logici tanto deleteri quanto diffusi. Serve, insomma, un approfondimento, un’analisi che scalfisca la superficie e permetta di chiarire equivoci, sviluppare dettagli apparentemente poco significativi, disinnescare trappole retoriche, superare l’approssimazione e l’ambiguità.

D’altra parte, però, qualsiasi approfondimento teoricamente rigoroso rischia di essere percepito e bollato come puramente “astratto”, accademico, sconnesso dalle realtà di tutti giorni. E in quanto “astratto”, in ultima analisi, inutile. Un’analisi che eviti l’approssimazione è spesso tacciata di intellettualismo, oppure semplicemente non è compresa da chi non ha gli strumenti, il tempo, la pazienza, l’interesse o la volontà di seguire ragionamenti complessi.

Questo libro è un esempio di divulgazione che riesce a tenere insieme approfondimento, rigore, semplicità e concretezza. L’autore non si tira indietro, da una parte, rispetto a tematiche economiche ed etiche complesse, usando dall’altra sempre esempi quotidiani, concreti, comprensibili a tutti, in molti casi anche estremamente divertenti e leggeri.

Il primo impatto del lettore con le tematiche della libertà economica, del mercato, della concorrenza, dell’importanza dei diritti di proprietà, è quanto di più “soft” e meno traumatico si possa immaginare: l’autore fa iniziare infatti questo viaggio con un excursus tra “favole moderne”: film per famiglie, serie tv di culto, addirittura cartoni animati. Come spiega lui stesso: “Non c’è nessuna forma di snobismo alla rovescia, ma solo un’osservazione pratica. Per quanto si possa fare alta teoria, liberalismo e libertarismo sono dottrine dettate dal buon senso. Alla fine trovano la loro vera ragion d’essere nella realtà. E la realtà la capiscono tutti, come un film di Bud Spencer e Terence Hill”.

Ma il buon senso è veicolato tra le persone semplici anche da tradizioni e conoscenze ben più antiche del cinema e della televisione. In particolare, la cultura popolare italiana è (per quanto sempre di meno, soprattutto tra le nuove generazioni) intrisa di quel concentrato di buon senso che è rappresentato dalla tradizione cristiana. Anche in questo caso, l’autore affronta alcuni esempi che qualunque assiduo frequentatore di Messe domenicali dovrebbe conoscere molto bene, ma che in molti casi è stato probabilmente presentato e spiegato loro ribaltandone completamente il significato: forse scoprirlo sorprenderà molti, ma come spiega bene Wilhelm Röpke nel libro omonimo “Il Vangelo non è socialista” (nonostante certa propaganda, tipica soprattutto degli ultimi decenni e caratteristica del “cattolicesimo democratico” italiano, abbia oramai fatto passare presso i più l’idea opposta).

Il libro si addentra poi nelle principali illusioni che caratterizzano alcuni concetti (“gratuità”, “solidarietà”) e nelle conoscenze necessarie per evitare errori concettuali molto diffusi (come quelli riguardanti il concetto di “risorse naturali”).

L’ultimo capitolo è dedicato ad alcuni episodi storici spesso non raccontati, oppure malamente abbozzati o peggio ancora totalmente distorti nei libri di scuola e nella divulgazione di massa: perché anche la storia della libertà (e della sua negazione violenta) è un esempio di come il discorso su di essa sia tutt’altro che “astratto”. Anzi: non c’è nulla di più drammaticamente concreto.                                                                                                                                                             Giacomo Zucco   

Il saggio di Vito Foschi ci trasporta col vento di scirocco fin su le cime della libertà, altitudini spensierate; poi, nelle verdi vallate di Talenti disseminate. E' un giro sulle giostre spericolate, quelle interiori, alla ricerca della libertà di tutti noi, nati liberi.

Oggi, nel rileggerlo, mi assale un'angoscia silenziosa, una forma scomposta d'istinto di conservazione.  Ma la speranza è rumorosa, tutto fluisce e la candela bianca è lì che resiste accesa per ricordarci la Verità delle cose. 

Un dono per Natale che consiglio ai genitori, quelli appassionati della libertà educativa: leggetelo, poi regalatelo a i vostri figli!                                              Nicoletta Di Giovanni    @ScuolaLibera  

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