•  

Con Israele, sempre.

  16 maggio 2021       Eugenio Capozzi       RL


Quelli di sinistra che sono contro Israele perché stanno con i "popoli oppressi".

Quelli di destra che sono contro Israele perché sono "contro l'imperialismo".

Quelli di sinistra e destra che stanno con Hamas contro Israele perché stanno "con i più deboli".

Quelli - di sinistra, di destra, di centro, "cristiani", persino sedicenti "liberali"- che sono neutrali tra Israele, unica democrazia liberale del Medio Oriente, e i regimi dittatoriali, paternalisti, integralisti che da 70 anni ne rifiutano l'esistenza e vogliono cancellarlo con ogni mezzo violento.

Tutti costoro dovrebbero finalmente prendere coscienza di un fatto fondamentale: alla base delle loro posizioni non c'è nessuna argomentazione razionale, nessuna coerenza ideale. C'è solo un sentimento inarticolato: si chiama antisemitismo.

Queste persone, consciamente o inconsciamente, odiano gli ebrei in quanto tali.

Per questo non accettano che soltanto gli ebrei, tra tutti i popoli, possano autodeterminarsi, abbiano uno stato nazionale sovrano, libero, entro confini sicuri. Per questo non riescono a riconoscere l'importanza enorme di uno stato che in 70 anni è diventato un esempio di libertà, diritti, sviluppo economico e culturale nel mondo. La loro presunta solidarietà con le sofferenze degli arabi palestinesi (che prima di Israele erano solo popolazioni soggette all'impero ottomano, che sono stati ingannati e sfruttati a fini di propaganda dagli stessi stati arabi, che avrebbero da tempo un loro stato se solo avessero

accettato di convivere pacificamente con gli ebrei) è soltanto una maschera.

Alla fine della seconda guerra mondiale una parte considerevole di territori tedeschi fu assegnata a Polonia e Urss, e circa 16 milioni di tedeschi furono espulsi da quei territori, come da molti altri dell'Europa orientale. Una tragedia immane.

Non c'è mai stata nessuna OLG o nessuna Hamas teutonica che abbia reclamato il "diritto al ritorno", o la restituzione di quei territori.

Stesso dicasi per i 300.000 italiani espulsi da Istria e Dalmazia, per i territori italiani annessi dalla Jugoslavia.

Tutti questi esuli non erano "i più deboli"? Germania e Italia avevano perso la Guerra, e "se lo meritavano" per aver avuto i regimi fascista e nazista?

Allora va ricordato che anche molti arabi nazionalisti - a cominciare dal gran Muftì di Gerusalemme Amin al-Husseini - avevano appoggiato Hitler.

Gli antisemiti che si illudono di essere paladini degli oppressi prendano coscienza dell'odio che c'è nel fondo del loro cuore.

Solo così potranno comprendere razionalmente il problema.

C'è un'unica strada per la pace in Medio Oriente: la difesa del diritto all'esistenza, alla sicurezza, alla difesa di Israele, e la strategia diplomatica di incoraggiare il riconoscimento reciproco e la normalizzazione dei rapporti tra tutti gli stati dell'area, isolando l'estremismo islamista che soffia sul fuoco, innanzitutto quello iraniano.

È la strada intrapresa dall'amministrazione Trump - quel Trump tanto odiato da tanti di quei "paladini degli oppressi" - , che ha portato agli "accordi di Abramo". È la strada che ora l'amministrazione Biden sembra stare già in parte rinnegando. Con le conseguenze che purtroppo vediamo.

Prof. Eugenio Capozzi, professore di Storia Contemporanea dell’Università degli studi di Napoli, Suor Orsola Benincasa

https://www.libreriadelponte.com/?product=eugenio-capozzi-politicamente-corretto - Consiglio di Rete Liberale

 


NEWSLETTER