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Morte di una patriota americana

  8 gennaio 2021       Gerardo Verolino


Onore ad una patriota e ad una combattente per la libertà, Ashli Babbitt, militare, veterana in due guerre in Iraq e Afghanistan, uccisa domenica a Washington mentre tentava di entrare nell"Aula deĺ Parlamento per occuparla.
Certo, non si infrange la legge e non si fa irruzione nel Parlamento, il luogo sacro della democrazia, con la forza. Ma molti non possono capire la paura che serpeggia in America tra milioni di cittadini per la possibilità che anche negli Stati Uniti arrivi il germe dell'autoritarismo che ha attecchito in alcuni Paesi occidentali, nell'ultimo anno, come (e soprattutto) l'Italia.
È un'eventualità remota, se non impossibile. I democratici americani non sono come i maduriani colleghi di partito europei e Joe Biden ha detto chiaramente che lui non attuerà mai un lockdown nazionale.
Ma la paura, la paura di perdere la libertà, che, per gli americani è sacra, può essere più forte della ragione.
D'altronde, le scene alle quali, negli ultimi tempi, Ashli ha assistito: dalle devastazioni delle città all'abbattimento delle statue dei Padri della patria da parte dei fanatici teppisti di sinistra hanno alimentato i suoi timori.
Onore dunque ad una patriota che è andata incontro alla morte solo per il suo irrefrenabile desiderio di giustizia e di libertà


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