•  

Appello per le libertà: da Vittorio Sgarbi a Clint Eastwood!

  11 agosto 2020       Vittorio Sgarbi       Comunicazione GM Camera



Nulla poena sine lege! Non abbassiamo la guardia sui diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione. Incomincia così l'appello al PdR con primi firmatari da Vittorio Sgarbi a Clint Eastwood. 

L' appello rivolto al Presidente della Repubblica - che è formalmente il garante dei diritti costituzionali - è stato inizialmente scritto e firmato, insieme a Sgarbi, da alcuni intellettuali liberi, tra cui figurano politici, giornalisti, filosofi, uomini di spettacolo, economisti, giuristi e tanti altri ed è stato pubblicato anche in Francia.

- 33000 firme raccolte per l’appello di VITTORIO SGARBI sulla libertà di opinione in nome dell’articolo 21 della Costituzione -

Così l'on V. Sgarbi. “Mai abbiamo raggiunto un livello di privazione delle libertà personali così feroce come in questo devastante 2020. Se tutto ciò fosse giustificato da evidenze scientifiche incontrovertibili, magari avremmo potuto anche accettarlo, parzialmente o per intero. Tuttavia, abbiamo assistito all’ indegno spettacolo di esperti che in televisione smentivano altri esperti, e poi non contenti smentivano se stessi; abbiamo subito ordinanze da presidenti e sindaci che giocavano a fare i duri; siamo stati mortificati attraverso aiuti economici farseschi, mentre assistevamo allo sfascio delle nostre attività lavorative; abbiamo subito l’umiliazione di vedere che quasi ovunque nel mondo, i governi lasciavano inalterate le libertà fondamentali dei cittadini, contando sul loro senso di responsabilità, mentre noi venivamo trattati come bambini capricciosi e indisciplinati e intanto che i veri bambini (quelli che non avevano un parco privato a disposizione) marcivano in piccoli appartamenti sovrappopolati; siamo stati reclusi, privati della possibilità di fare esercizio fisico, privati perfino dei parchi pubblici, quando è evidente che ci si contagia molto di più negli ambienti chiusi che all’ aperto, rispettando le distanze di sicurezza; siamo stati terrorizzati dai media che attribuivano al coronavirus qualunque decesso per qualunque causa, per poi essere smentiti dagli stessi parenti delle vittime; siamo stati sbeffeggiati se osavamo dubitare; siamo stati attenzionati dalle Task Force e messi a tacere dalle delibere che imponevano ai social network di oscurare e censurare; laddove più voci dal mondo scientifico e ora anche istituzionale lamentano l’assenza di misure di obbligatorietà che impongano di rimuovere i cosiddetti asintomatici positivi dalle loro abitazioni (e delle due l’una: o parliamo di un agente altamente infettivo, e quindi è inutile allontanare un familiare da un nucleo già infetto, oppure parliamo di un agente che non è così contagioso, e allora non serve allontanare nessuno dalla propria casa e dai propri affetti, tanto meno se sta bene)”

Rete Liberale aderisce all'appello e ripubblica il testo completo.  

                                                                                              ____________________________

Caro presidente Sergio Mattarella,
Le scriviamo per esprimerle la nostra preoccupazione per le libertà sospese in Italia, tante, troppe e da troppo tempo. Per farlo facciamo nostre le parole del premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa: "Che la pandemia non diventi un pretesto per l'autoritarismo".
 Non possiamo fare a meno di notare che mentre "gli operatori della sanità pubblica e privata combattono valorosamente contro il coronavirus, molti governi dispongono misure che restringono indefinitamente le libertà e i diritti fondamentali. Invece di alcune ragionevoli limitazioni alla libertà, prevale un confinamento con minime eccezioni, l'impossibilità di lavorare e produrre e la manipolazione delle informazioni". I parlamenti, con il pretesto del contagio da coronavirus, non si riuniscono o si riuniscono "a ranghi ridotti".
Sabino Cassese, giurista ed ex giudice della Corte Costituzionale, ha spiegato che "la libertà personale (art. 13) può esser limitata solo dal giudice, salvo casi eccezionali, ma per un tempo determinato. L'articolo 13, che detta una norma residuale, per ogni tipo di libertà della persona (anche le norme sulla 'privacy' trovano il loro fondamento in tale norma) è stato dimenticato, come se riguardasse solo l'alternativa libertà/arresto-imprigionamento. Neppure la più terribile delle dittature ha interdetto la libertà di andare e venire, e di uscire da casa, per di più selettivamente limitata, per categorie di persone o a titolo individuale, indicate in atti amministrativi". 
E ci si chiede chi abbia scelto i componenti della Task force costituita recentemente per affrontare la cosiddetta fase 2, alcuni dei quali hanno chiesto, contro ogni principio di uguaglianza giuridica, l'immunità per le conseguenze delle loro azioni. 
Questo è l'elenco di tutte le nostre libertà sospese: limiti alla circolazione (art. 16 Cost), divieti di riunione (art. 17), chiusura di scuole (art. 33 Cost.), chiese (art. 19 Cost.) e tribunali (art. 24 Cost.) limitazioni alla proprietà privata, con divieto di raggiungere le seconde case (art. 42 Cost.), chiusura di cinema, teatri, musei, bar, ristoranti, imprese e attività commerciali e professionali (art. 41 Cost.) oltre alle note - ed è il punto tragico di partenza - limitazioni alla libertà personale (art. 13 Cost.).
"Su entrambe le sponde dell'Atlantico - scrive Vargas Llosa - risorgono lo statalismo, l'interventismo e il populismo con un impeto che fa pensare a un cambio di modello lontano dalla democrazia liberale e dall'economia di mercato. Vogliamo esprimere con energia che questa crisi non deve essere fronteggiata sacrificando diritti e libertà che ci e' costato conseguire. Respingiamo il falso dilemma che queste circostanze obbligano a scegliere tra l'autoritarismo e l'insicurezza, tra l'Orco Filantropico e la morte".
 Anche l'Alto Commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha ammonito i paesi a rispettare lo stato di diritto, limitando nel tempo le misure eccezionali, al fine di evitare una "catastrofe" dei diritti umani: "Danneggiare i diritti come la libertà di espressione può causare danni incalcolabili. Data la natura eccezionale della crisi è chiaro che gli Stati hanno bisogno di ulteriori poteri per rispondervi. Tuttavia, se lo Stato di diritto non è rispettato, l'emergenza sanitaria può diventare una catastrofe per i diritti umani, i cui effetti dannosi supereranno a lungo la pandemia stessa. I Governi non dovrebbero usare i poteri di emergenza come arma per mettere a tacere l'opposizione, controllare la popolazione o rimanere al potere" 
Purtroppo oggi il modello cinese più che un riferimento sanitario sembra essere diventato una scelta politica. Ma noi siamo uomini liberi, italiani, occidentali. E rivendichiamo le nostre libertà ed i nostri diritti. 
Presidente Mattarella, per questo le chiediamo di fare qualcosa. Faccia sentire la sua voce. La libertà, in democrazia, è il bene più prezioso. Sospesa, ristretta, confinata, autocertificata, non è più libertà.

(published su la Repubblica 2MAG2020)
  


NEWSLETTER