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IL VIRUS FARÀ LA SCUOLA DIGITALE. FORSE.

  6 marzo 2020       Nicoletta Di Giovanni       www.reteliberale.it


di Nicoletta Di Giovanni - DI NECESSITÀ, VIRTÙ!
Ebbene, quei pochi e volenterosi docenti che vedevano un po' più lungo degli altri, verranno richiamati dai loro dirigenti scolastici per metter su qualcosa in fretta e furia che somigli ad una didattica digitale per fronteggiare un'emergenza che ha dell'incredibile!
E gli altri, una discreta parte sorniona e indolente, che si teneva già a distanza di sicurezza dal virus-PNSD, come si regolerà? Tutto come prima: ai meritevoli della didattica innovativa, un irrisorio bonus a fine anno, tassato figurato e ridotto ancora dal conguaglio fiscale; ai docenti refrattari, nonostante la competenza digitale non sia un optional, niente malus.
Ciò premesso, la didattica a distanza non deve confondersi con i più svariati compiti a casa da caricare sul registro elettronico (una conquista recente!), ché non fanno certo una classe digitale; non si improvvisa e certo i competenti non potranno fare tutto il lavoro pure per gli altri, né i refrattari iscriversi a un webinar Edmodo, oggi per domani di cui si prevedono già finanziamenti a spreco e a deficit.
E allora cosa succede in questi casi?
Si libera l'ingegno e l'intrapresa prende quota per metterci una pezza! Semplicemente, offrono a domanda. Di sicuro, arrivano prima dell'elefantiaco PNSD, lento a farsi avanti, che chiede a pochi docenti tanto e troppo in cambio di un argent de poche.
Nella Scuola monopolista statale, il socialismo redistributivo livella tutto perché l'uguaglianza farebbe bene, ma a cosa nessun saprà!
Ed ecco per esempio, che una piattaforma, la WeSchool, gratuita per licei e medie, sta facendo oltre due milioni di richieste ogni ora!
È una startup, un grande laboratorio online mai fatto in Italia di e-learning”.
Già conosciuta, ora è affollatissima: già, perché fornisce gratuitamente alle scuole italiane gli strumenti per la didattica digitale. Sono tanti, infatti, i professori che in maniera autonoma hanno iniziato a fare didattica digitale. Poi, ci sarebbe il MIUR, che indica le piattaforme principali che possono essere scaricate: Google Suite for education, Microsoft Office 365 Education A1, e le esperienze delle Avanguardie educative, un circuito di scuole coordinato dall’Indire che da anni - e ancora ne avrà di anni- sta sperimentando l’uso della tecnologia nell’ insegnamento.
Un po' di "forzata" concorrenza, offrendo varie metodologie di insegnamento-apprendimento, farà comunque bene ad un sistema pubblico d'Istruzione, sostanzialmente statale e incline al "Progressismo" per tutti, specie oggi che si propone l'obbligo pure per la scuola dell' Infanzia: una follia statalista, un vero esproprio familiare, uno schiaffo alla libertà educativa.
In conclusione a queste minime considerazioni, si spera sempre nel buon senso dei docenti, perché se è vero che la didattica digitale è una risorsa in questo momento di suprema difficoltà, al pari non è proprio il caso di caricare troppo gli studenti e le famiglie con richieste troppo ardite per ovvie ragioni: digital divide e su tutto il primum vivere ...


PNSD Piano Nazionale Scuola Digitale
INDIRE Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa


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