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Rigurgiti socialisti vs Vocazioni liberali

  4 marzo 2020       Luca Proietti Scorsoni       reteliberale


di Luca Proietti Scorsoni - Un po' di leggerezza di questi tempi non è malevola, tutt'altro. Poi serve pure per rendere maggiormente agevole la comprensione di temi ben più pregnanti in termini culturali. E comunque, al di là dei com'è e dei come non è, siamo un gruppo di persone libere, liberali e liberiste che hanno voluto vestire i panni di novelli compagni di merende libertarie.
Mettiamola così: una sorta di nuovi "Amici miei" dove però il Conte Mascetti e i suoi sodali, invece di dare schiaffi a ignari passeggeri di convogli in partenza dalla stazione, provano a scuotere la sensatezza alterata di alcune concezioni del mondo, diciamo così, un po' bislacche e malsane. Tifiamo Sanders affinché Sanders non vinca le presidenziali. Perché se a Trump può capitare qualche svista politica rispetto ai canoni dell'individualismo classico - e gli capita - ecco che Sanders diviene una negazione degli Usa e della loro storia che prese avvio con quelle casse di tè gettate nell'Atlantico per rivendicare autonomia e indipendenza.
Sanders è un liberal nell'accezione che di questo termine diede anni fa il professor Sartori, ovvero un socialista in un Paese dove il socialismo semplicemente non c'è. Sanders è uno di quelli che non promuove la libertà di ricercare la propria felicità ma vorrebbe imporre direttamente, senza alcun tipo di filtro, la propria idea di felicità a tutti quanti, senza compromessi e senza rendersi conto che il vero incubo è la pretesa che ciascuno faccia lo stesso sogno.
Ebbene, memori di quel motto sessantottino che recitava più o meno: "una risata vi seppellirà" noi, che sessantottini mai siamo stati e mai saremo, ecco: a noi piace praticare l'ironia, l'arma più sottile ed efficace per frantumare le certezze consolidate, se non dai più, certamente dai troppi. Socrate docet.


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