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MODUS SCIOPERANDI 2020

  16 febbraio 2020       Nicoletta Di Giovanni       www.reteliberale.it


IL 6 MAR è un VENERDÌ; il 9 MAR, un LUNEDI' - I sindacati tutti confermano si farà il prossimo 6 marzo: in queste ore i sindacati hanno inviato alla Commissione di Garanzia la lettera ufficiale. Lo sciopero, scrivono i sindacati nel loro comunicato, è proclamato “con particolare riguardo al personale in condizione di precarietà lavorativa”. Quindi, niente di nuovo, così come il longwend! La premessa dell’ovvio ad ogni considerazione nel merito è l’inesistenza del cd “mondo” della Scuola in sciopero, ancora categorizzato nel 2020; esiste, invece, un docente alla volta che opera delle scelte! Infatti, i docenti fuori dal “mondo” esistono, ma quasi non hanno voce e spendono gran parte del tempo a giustificarsi con i colleghi più “movimentati” e in genere non molto tolleranti riguardo un altro modo di protestare, tipo il cd *sciopero “bianco”. Per le motivazioni generali dello sciopero, nessuna novità, rivendicazioni ritrite : protestare contro le politiche economiche e sociali del Governo italiano e dell’Unione Europea; per affermare il diritto al salario, al reddito, alla pensione, per i rinnovi contrattuali, per il rilancio dell’occupazione e la cancellazione della precarietà nonché contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle aziende strategiche per il Paese! In particolare, forse in aggiunta, la Regionalizzazione che poi invece sarebbe tema degno di riflessione, così come la meritocrazia col Bonus e l’Alternanza Scuola-lavoro già discesa libera. Una riconsiderazione per il tutto, potrebbero essere i dati Inps con un’altra chiusura d’anno in rosso. Anche per il 2020, infatti, l’ente approverà il bilancio in disavanzo, per il decimo anno consecutivo, meno 6 38 mld. La novità, a dire il vero, è che per questa volta si eviterà l’esercizio provvisorio. Ricordiamo che l’Inps è entrato in disavanzo tra il 2009 e il 2010 a causa degli squilibri di diverse gestioni previdenziali seguiti all’incorporazione di Inpdap. In poche parole, lo Stato non ha versato (a se stesso?) i contributi per i suoi dipendenti che poi sono stati scaricati sull’Inps, quando ne ha inglobato gli enti previdenziali. Cioè, i dipendenti pubblici non pagano le tasse che figurano sui lori stipendi ed è un dato ragionieristico. Ciò ricordato, veniamo alla metodologia dello sciopero del XXI sec. È uno strumento di rivendicazione del tutto arcaico e obsoleto: le agitazioni proletarie sono finite anche se l’intossicazione ideologica del ‘68 rivive in altre versioni. Da forma eccezionale di protesta libera, si è trasformata in una contestazione anacronistica e inefficace; un metodo antiquato ed oggi totalmente inutile, nessun disagio, anzi lo stato “trattiene” la giornata non lavorata ai docenti che, oltre ad apprezzare la forma di protesta, dovrebbero pure permettersela; lo studente non si straccia certo le vesti. A tal proposito, anche i sindacati potrebbero ricollocarsi, si fa per dire, sul mercato del lavoro: oltre alle loro note prerogative, potrebbero funzionare, meglio e più di ora, come preziose agenzie di servizio - in concorrenza tra loro! - per tutelare e orientare i docenti nella selva legislativa scolastica che produce inevitabili ricorsi, intasando TAR e tribunali del lavoro per tutto lo stivale. Perdendo il “carattere di eccezionalità” la protesta ha “assunto frequentemente un carattere marcatamente opportunistico con il grave difetto di confondere nel gruppo degli scioperanti sia chi vuole solo approfittare di un weekend lungo sia chi invece crede nelle istanze sindacali”. Ciò ha tolto allo sciopero “il valore morale che originariamente aveva e ha isolato il sindacato suscitandogli contro l’ostilità dell’opinione pubblica prevalente” A tal proposito, P. Ichino ben spiega come la negoziazione delle condizioni di lavoro dovrebbe basarsi sulla "madre di tutte le sanzioni" di cui i lavoratori dispongono: la minaccia di porre la loro professionalità al servizio d’altri. Usare il mercato, minacciando non lo sciopero, che distrugge ricchezza e fa danno anche agli scioperanti stessi, ma il passaggio presso un imprenditore diverso. I sindacati potrebbero farlo, eccone! Ma nella Scuola statale di fatto non esiste scelta, non esiste competitività! E allora, ci sarà pur un modo per farsi sentire che non sia il semplice non recarsi al lavoro! Anzi, nella scuola spesso pure i Dirigenti sono iscritti e scioperano con gli stessi sindacati dei loro "dipendenti"! La conseguenza di questa ed altre realistiche considerazioni è che lo sciopero nella Scuola non ha senso, se di fatto il monopolio dell’Istruzione pubblica rimane solo statale; se il personale della scuola è libero di muoversi solo nel recinto statale e poco più in là; se alle famiglie è sottratta in concreto la libertà di scelta educativa, realizzabile con lo strumento del Buonoscuola friedmaniano alla famiglie. Il 9 Marzo invece è Lunedì, un altro sciopero, più allargato in tematiche, quelle dell'armamentario progressista e cito le motivazioni: "uno sciopero per riaffermare la necessità di mettere al centro del discorso le disuguaglianze e la violenza di genere, in tutte le forme attraverso le quali pervadono l’intero arco della vita delle donne; uno sciopero per dire basta alla violenza maschile sulle donne, ai femminicidi, alle discriminazioni di genere e alle molestie nei luoghi di lavoro; uno sciopero per abolire leggi e decreti razzisti, che impediscono la libertà di movimento dei e delle migranti, condannando queste ultime a ripetuti stupri e violenze nei luoghi di transito e permanenza forzata. Insomma, uno sciopero il cui manifesto è, quasi quasi, buono per una campagna elettorale. Però, per par condicio, concludo con l’apologia del docente differente che non farà mancare il suo sostegno quando sarà indetto lo sciopero per difendere la libertà educativa, oggi anche contro il "pacchetto ideologico" del progressismo di Stato per difendere la libertà di opinione. Rebus sic stantibus, ogni docente differente è in sciopero bianco permanente e non solo di venerdì; è soprattutto un reazionario della libertà e a lavorare ci andrà. * http://www.lanuovabq.it/…/uno-sciopero-bianco-contro-il-gen…


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