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All Hallow’s Eve

  30 ottobre 2019       Nicoletta Di Giovanni       www.reteliberale.it


di Nicoletta Di Giovanni - La festa americana di Halloween discende direttamente dalla omonima festa irlandese nata nell’Alto Medioevo. Sebbene tanti cattolici la osteggino in tandem con gli antiamericanisti di mestiere, è la festa della vigilia di Ognissanti.
L’avversione per Halloween nasce tra i protestanti (puritani) per opporsi alla venerazione dei santi. La storia è lunga e accidentata: non opacizza in nessun modo le nostre tradizioni, semmai fosse questo il cruccio, anzi le rischiara! Nemmeno alimenta le paure dei suoi piccoli fans.
Basta documentarsi e brevemente.
Dovremmo forse smettere di raccontare le fiabe di sempre, da Biancaneve ad Hansel e Gretel e sospettare di occultismo, massoneria varia e satanismo tutti gli scrittori del genere horror-gotic-Fantasy? Pure la befana, a pensarci bene.
E che dire di tutta l’arte che raffigura diavoli e bestie mostruose nelle cattedrali? Sarebbero lì per cedere fedeli al satanismo? Coloro che si stracciano le vesti per la paurosa festa di Halloween fanno un leggera confusione fra l’arte e il soggetto dell’arte. L’arte cristiana ricorda a tutti, grandi e piccoli, al primo come all'ultimo, che prima o poi un “memento mori” ci assalirà; ci insegna a temere le insidie del mondo, come guardare con serenità alla morte e al male perché il Cristo ha vinto entrambi.
Mala tempora sono quelli in cui è sempre più necessario riaffermare la realtà, stavolta con la fantasia, dato che il politically correct ce lo impone di frequente.
E’ proprio il caso di citare J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis fino alla nostra Silvana De Mari per ricordare che le fiabe contengono degli avvertimenti, delle intuizioni universali per affrontare l’universo regno del bene e del male: dove tutto ciò che val la pena di salvare è messo alla prova; dove gli strani personaggi solo lì con le loro abilità ad intercettare per noi il senso della vita. Ebbene, il nostro sistema valoriale è messo a rischio da culture altre, dette di pace - non propriamente per la libertà e l'uguaglianza formale di tutti - o dalle zucche, fantasmini, dolcetto o scherzetto? Davvero certi cattolici, organizzando l’inedito “Holyween”, pensano di contrastare il diavolo tentatore e conservare la Tradizione? Temerari, non c’è che dire!
Eppure, la nostra decadenza si manifesta anche con una notizia lontana, se ci si scopre speculari al Consiglio Nazionale della Fatwa della Malaysia che ha vietato le celebrazioni di Halloween, deludendo quanti attendevano con ansia la notte delle streghe. Il Consiglio malesiano ha bocciato Halloween senza mezzi termini:
”è una pratica “illecita” – hanno tuonato gli ulema – una “celebrazione cristiana che è chiaramente contro i valori della Sharia”(Malay Mail). Il dato macroscopico, invece, è l’Europa (UE) che ha rinnegato le proprie radici cristiane in ossequio di quel multiculturalismo ideologico che impone un’ integrazione con tutto e tutti.
La festa di Halloween, invece, nata in Europa e sbarcata in America, è ritornata qui attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, facendoci riscoprire qualcosa su noi stessi e le nostre tradizioni medievali.
Condivisibile la considerazione della studiosa, Giovanna Jacob:- se anche Halloween fosse soltanto una sorta di festival del cinema horror, come in parte già è, ce la dovremmo tenere stretta in quest’epoca di materialismo trionfante. Infatti, una festa horror può essere tutto fuorché una festa materialista (…) Si può essere attratti dalle cose spaventose proprio perché il sentimento della paura, sebbene spiacevole, permette di intravedere, in una maniera singolare, ciò che sta oltre le apparenze materiali delle cose.(…) La cultura contemporanea, atea e nichilista, basta e avanza a spingerti nel baratro dei comportamenti autodistruttivi e violenti - Aggiungo, che si dovrebbe anche dire di molti “natali” dove nasce nessuno ma di “Babbi" in apparizione e di inflazionati presepi galleggianti in mostra nelle scuole.
Concludo con dati e numeri su cui c’è poco da “filosofeggiare”, soprattutto per quanti anche quest’anno si mostreranno preoccupati delle zucche vuote, "deviate" dalle feste made in USA: sono trecento i milioni di cristiani perseguitati nel mondo, ma non in quello anglosassone! Di seguito, l’introduzione del Rapporto di “Aiuto alla Chiesa che soffre /ACS-Italia , pres. Alfredo Mantovano
Sono 38 i Paesi identificati come teatro di “gravi o estreme violazioni”. Tra questi, 21 vengono classificati come Paesi di persecuzione: Afghanistan, Arabia Saudita, Bangladesh, Birmania, Cina, Corea del Nord, Eritrea, India, Indonesia, Iraq, Libia, Niger, Nigeria, Pakistan, territorio Palestina, Siria, Somalia, Sudan, Turkmenistan, Uzbekistan e Yemen. Sono invece luoghi di discriminazione gli altri 17: Algeria, Azerbaigian, Bhutan, Brunei, Egitto, Federazione Russa, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Maldive, Mauritania, Qatar, Tagikistan, Turchia, Ucraina e Vietnam. In 17 di questi 38 Stati la situazione è peggiorata. Invariata, perché già gravissima, in Corea del nord, Arabia saudita, Nigeria, Afghanistan ed Eritrea dove la persecuzione manifesta il suo volto più crudele.
BUONA FESTA DI HALLOWEEN, se vi va!
Nicoletta Di Giovanni


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