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ECOLOGISMO TOTAL CONTROL

  3 ottobre 2019       a cura di N.Di Giovanni       La Gazzetta del Mezzogiorno


Carlo Lottieri, filosofo, docente universitario e saggista italiano di orientamento liberale, ci chiarisce i rischi della deriva ecologista in termini di libertà: la costruzione di un potere chiamato a governare il mondo. "Nessuna persona sensata, d'altra parte, desidera di vivere in una società inquinata. Purtroppo, però, da decenni si assiste a un processo di ideologizzazione del movimento verde, in larga misura orfano di vecchi colettivismi e soprattutto alfiere di una visione autoritaria della società. E' infatti evidente come l'obiettivo principale degli ecologisti sia quello di porre sotto controllo il sistema economico e in buona sostanza ogni attività umana".
"Chi ha una qualche dimestichezza con il dibattito scientifico sul GW - ribadisce - , sa bene come siano davvero pochi a saper esprimersi con competenza al riguardo. Per definizione, questo è un tema che esige vasti studi in climatologia e, oltre a ciò, obbliga a svolgere ulteriori considerazioni di natura economica, politica e giuridica".
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Intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, 26 SET 2019

- Che idea s'è fatto del fenomeno Greta e della svolta ecologista?
«Partiamo da una premessa: dell'ambientalismo ho una opinione negativa. Certo, il rispetto dell'altro è anche rispetto della natura, ma c'è una antica vocazione anti-umana e antisociale che viene fuori in questi filoni che attraversano il nostro tempo».
- Si spieghi meglio.
«L'ecologismo è l'ultimo stadio dell'egualitarismo. Dopo aver affermato che tutti gli uomini hanno diritto alla stessa condizione economica e sociale, ecco che si approda al di là dell'umano. C'è l'animalismo e ora è spuntato anche un movimento di liberazione dei vegetali. Mi sembra si stia andando un po' oltre».
- E di Greta cosa pensa?
«Chi di noi aveva la possibilità di andare a parlare all'Onu a 16 anni? È chiaro che c'è un enorme elemento di artificiosità nella costruzione di questo personaggio che però risponde a una domanda diffusa di miti e di riferimenti oltre il quotidiano».
- Ma qual è il pericolo dietro la tanto predicata svolta ecologica?
«Ci sono alcuni scienziati che mettono in discussione l'origine antropica del cambiamento climatico. Ma ammettiamo che abbia ragione chi scarica le colpe sull'uomo. Ebbene, il rischio è di una deriva scientista e tecnocratica: siccome i climatologi dicono questo, allora...»
- ...allora?
«Allora si attivano meccanismi di controllo che intervengono in maniera dettagliata sulla vita della gente. Una specie di superpotere, abilitato, lui solo, a discernere bene e male. Politicamente, il rischio è da brividi».
- Ed economicamente?
«Mi sembra che l'idea sia quella di fermare la macchina ignorando ogni considerazione economica. Le energie alternative, che gli ecologisti preferiscono agli idrocarburi, non sono redditizie, riescono a sopravvivere solo attraverso i sussidi».
- Quindi non la convince nemmeno il piano di investimenti varato dalla Merkel?
«Loro vogliono "reindirizzare" ma quello è un altro modo per tirare il freno. È il ragionamento dei bobo parigini, dei ragazzini viziati che tanto stanno benissimo. Per altri reindirizzare vuol dire non mangiare».
- Larga parte del mondo finanziario, BlackRock in testa, si sta attrezzando per investire nello sviluppo sostenibile. Ci sono rischi anche qui?
«Ce ne sono due. Il primo è il rischio di una bolla, cioè una crescita artificiosa a cui non corrisponde una crescita reale, che poi scoppia quando finiscono i sussidi. E il secondo è la corruzione della vita economica e politica. Accade sempre, regolarmente, quando si disegnano piani fantasiosi da 100 0 1000 miliardi in cui cercano di intrufolarsi tutti».


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