•  

PRIMUM NON NOCERE

  15 marzo 2019       Rete Liberale


TRIPTORELINA - L'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) , con la copertura di un parere positivo del CNB, ha annunciato ufficialmente la possibilità di somministrare farmaci a base di triptorelina "gratuitamente", cioè a carico del Servizio sanitario nazionale/contribuenti, anche ai minori che manifestino il contestato "disturbo dell'identità di genere".
Tale molecola era fino ad oggi utilizzata per la cura di alcuni tumori, dei fibromi e dell'endometriosi e per ritardare la pubertà precoce.
La DETERMINA del 25 febbraio 2019 così recita:
" Inserimento del medicinale triptorelina nell'elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per l'impiego in casi selezionati in cui la pubertà sia incongruente con l'identità di genere (disforia di genere) e con diagnosi confermata da una equipe multidisciplinare e specialistica e in cui l'assistenza psicologica, psicoterapeutica e psichiatrica non sia risolutiva.
(Determina n. 21756/2019). (19A01426) (GU Serie Generale n.52 del 02-03-2019)".
L'esposizione di un minore al rischio dei pesanti effetti collaterali, comprensibile se controbilanciata dal tentativo di curare patologie oncologiche, risulta di difficile giustificazione se bilanciata dal semplice dubbio circa la propria identità sessuale.
Tra l'altro, un'altissima percentuale di minori, che abbiano inizialmente manifestato dubbi circa la propria identità sessuale, si sono poi naturalmente allineati al proprio sesso biologico con il semplice maturamento del processo di crescita, come autorevolmente riconosciuto dalla letteratura scientifica in materia.
Secondo i promotori di tale autorizzazione, l'impiego del principio attivo per curare la disforia di genere sarebbe "un cruciale intervento precoce, volto a limitare possibili atti di bullismo omotransfobico e di isolamento sociale".
E' un'affermazione paradossale: evidenzia una discrasia sul piano educativo, visto che si tenta di contrastare il fenomeno del bullismo (termine popolare soprattutto nelle scuole statali e che serve a racchiudere tutto il repertorio del politicamente corretto) elidendo farmacologicamente le differenze biologiche, quando si ripete in tutte le salse
l'opportunità di educare al rispetto delle differenze.
Si vuole intervenire su un processo delicato quale la pubertà, alterando tutto il sistema PNEI
(psiconeuroendocrinoimmunologia) e contravvenendo al principio Primum non nocere. Tutti figli dello Stato! No, grazie.
Not with our money.


NEWSLETTER