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La meritocrazia scolastica è argent de poche!

  11 agosto 2018       Dip. Scuola Libera       Rete Liberale


L.Rampazzo/N.Di Giovanni - Premessa / Chi difende la scuola libera non è contrario alla scuola di Stato: è semplicemente contrario al monopolio statale nella gestione della scuola, contrario a un sistema formativo intossicato dallo statalismo -
Rete Liberale da sempre combatte una battaglia sull’educazione. Educazione intesa, anche e soprattutto, come libero mercato delle idee e delle competenze. Ovvero l’esatto opposto del sistema gentiliano che tutt’ora vige. Ovvero un monopolio statale che, di volta in volta, concede a questo o quel soggetto di partecipare alla creazione del futuro cittadino. Creando ogni sorta di distorsioni, eliminando la libera concorrenza di idee e modelli.
In sostanza depauperando il paese. Quindi, come è possibile combattere questo fenomeno, senza mettere in discussione la gratuità e pubblicità dell’istruzione?
Come soluzione si propone un buono. Ovvero che il costo medio dell’alunno sia destinato in voucher ad ogni famiglia, libera poi di spenderlo come vuole e dove vuole, nell’ambito scolastico. Cosa obietta chi si oppone? Che questo creerebbe scuole di serie A e serie B. Come se non esistessero anche oggi, peraltro. E, soprattutto, come se Libertà ed uguaglianza potessero coesistere. L’altra grande obiezione è che, così, si finanzierebbe la scuola privata. Questo è un argomento specioso: si finanziano le famiglie, che poi decidono dove e come spendere questo finanziamento. Se le scuole pubbliche, finalmente parificate sul piano dei fondi, sapranno competere si invertirà anzi il trend, RIDUCENDO il finanziamento pubblico alle scuole non statali. In ultimo, per dimostrare l’abisso del ridicolo degli oppositori, si dice che così verrebbero premiate le scuole migliori. Mentre andrebbero dati più fondi alle scuole in difficoltà che a quelle che performano meglio. Ecco, credo sia inutile spiegare a questi signori che se mi paghi se faccio male non avrò molti incentivi per migliorare. Non trovate anche voi?
Le scuole statali serie non hanno nulla da temere dall’introduzione del buono-scuola. Temono la concorrenza le scuole poco serie – statali o non statali – e tutti coloro che rifiutano a priori la sola idea di dover competere con scuole magari meglio organizzate e in cui operano colleghi più preparati, preferirebbero evitare qualsiasi confronto e soprattutto il giudizio degli utenti.
Infatti, inserire strumenti di meritocrazia in un sistema statale, burocratizzato e iperfiscalizzato, è impresa impossibile ancorché apprezzabile: lo abbiamo visto con il bonus di merito: lavorare più e meglio è economicamente sconveniente, argent de poche!
ll Dipartimento di Rete Liberale @ScuolaLibera intende promuovere lo strumento del Buono scuola, anche rivolgendosi direttamente agli insegnanti: quelli Consapevoli di svolgere la loro professione sotto un Monopolio di fatto e quelli Liberi in attesa attiva di liberalizzazione.
Non tutti i docenti statali sono statalisti come la sempre più forzata categorizzazione vorrebbe far credere: sono pro voucher/scuola e considerano il monopolio dell’ istruzione worst of all: sono consapevoli che le tasse indirette non le pagano davvero, perché provengono da un “giro conto”; auspicano l’abolizione del Sostituto d’imposta e del titolo legale di studio; sostengono le PIVA nella battaglia per un fisco giusto, perché è dalle loro tasse che si materializzano i loro stipendi; reagiscono al politically correct che s’impone in forma dogmatica nella scuola di fatto Unica. Lo stato di diritto conviene a tutti, anche ai lavoratori dello Stato; come agli insegnanti in particolare conviene una SCUOLA LIBERA! Unica Riforma o sciopero che valga la pena di sostenere.
Tante ancora sarebbero le considerazioni da fare sulla Scuola per rivoluzionare la sua organizzazione, ne consideriamo alcune, simboliche di un disagio sommato ad altre più strutturali.
Da rifiutare in toto è l’attuale finta libertà/parità scolastica con scuole private in regime di convenzione, cioè sussidiate dallo Stato e legate a doppio filo con partitocrazie e burocrazie. Una brutta legge proposta dal governo D’Alema e votata in maggioranza dal Parlamento, che non crea concorrenza, ma solo un sistema spartitorio e collusivo; crea clientes, dispensa elemosine. Altra considerazione molto attuale è l’agenda MIUR così stravolta dall’enigmatico Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali- UNAR che mette in discussione non poco la libertà educativa di tante famiglie ed insegnanti.
Evidentemente, l’allucinazione ideologica si può permettere di non badare ai conti che pur parlano chiaro, ci dicono quanto la scuola paritaria, cattolica e laica, fa risparmiare allo Stato.
La situazione è questa: le famiglie italiane che mandano i figli alle scuole paritarie sostengono lo Stato con 6 miliardi di euro l’anno. Se le scuole paritarie chiudessero, ci sarebbe un collasso del sistema welfare italiano. Infatti, alla scuola statale un allievo costa dagli 8 ai 10 mila euro l’anno.
Lo Stato risparmia 6 miliardi di euro all’anno e le famiglie con i figli alle paritarie sono obbligate anche a pagare le tasse per la scuola statale.
Il problema non è che la scuola statale non sia buona, il problema è dare alle famiglie la possibilità di scegliere l’educazione dei propri figli, come è loro diritto costituzionale. LIBERI DI SCEGLIERE!
Con tutto questo, le scuole paritarie sono indifese all’interno del panorama politico e sociale italiano e dire che la libertà della scuola è, invece, tema molto trasversale. Ce lo ricorda Dario Antiseri citando Antonio Gramsci: “Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa privata e ai comuni. La libertà della scuola è indipendente dal controllo dello Stato”.
La considerazione finale di Antiseri è lo specchio dello stallo in cui versa questa battaglia di libertà: Se non fa meraviglia che i «sinistri» abbiano tradito questa idea di Gramsci, più sbalorditivo è il poco interesse che i cosiddetti liberali e, spesso, anche tanti sedicenti cattolici hanno per la libertà in campo educativo.
Chi ha a cuore questa Buona Battaglia tenga sempre presenti "Le ragioni degli sconfitti nella lotta per la scuola libera" di D.Antiseri/L.Infantino per poter intraprendere anche il minimo dei combattimenti, ognuno come può o sa.
RL dip. Scuola Libera


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