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La mamma è una donna

  12 maggio 2018       Nicoletta Di Giovanni       Rete Liberale


LA MAMMA E’ UNA DONNA - Nicoletta Di Giovanni I riti, ci fanno crescere. Anche a scuola. Così pure si legge ne “Il Piccolo Principe”! Proprio così, sono gli appuntamenti fissi per i riferimenti spazio-temporali; per sperimentare le emozioni dell’attesa, della trepidazione, della felicità e della sorpresa che ogni giorno contribuiscono a rinnovare la nostra attenzione verso gli altri. Eppure, tutti gli anni la stessa storia. Nei giorni a seguito della festa del papà o all’ approssimarsi della festa della mamma (pure Natale e Pasqua), c’è sempre qualche scuola che passa alla cronaca per aver abolito la tradizione dalle aule o per averne cambiato il nome. La festa “di chi ti vuole bene” è il più insulso tra tanti. Ovviamente, le feste generiche vengono istituite addirittura in sede di Collegio dei docenti, sia mai che si nasconda un docente s-progressista con il vezzo della libertà educativa; d’altra parte così si fa in un sistema dell’Istruzione, di fatto, monopolizzato dallo stato. L’Unar e l’Unicef non sono accredidati MIUR e l'Arcigay LGBT non figura come fecondo ambiente di apprendimento per l’Alternanza Scuola-Lavoro? E’ vero o non è vero che con la scusa del contrasto al Bullismo e alle discriminazioni nelle scuole, d’improvviso le idee diverse dal Progressismo prendono forma di fobie? E Il progetto “Polite”, che finalità avrebbe, di grazia? È giusto il rispetto delle differenze, detto così, ci mancherebbe altro! Allora, lo si persegua senza portare il tema sotto le bandiere mistificatorie che si sventolano oggi: una cosa è il dato biologico, altra è una struttura culturale che impone la sua visione, che in coerenza potrebbe arrivare a giustificare ciò che oggi è considerato reato e domani una semplice preferenza sessuale. Love is love! Le motivazioni delle decisioni, quasi sempre all’ unanimità nei Collegi – e questo la dice lunga sull’ indice di libertà educativa, anche e soprattutto sui cd temi sensibili, in costanza di monopolio - sono concentrati di banalità pseudosociologiche : opportunità di evidenziare altre feste nel rispetto delle famiglie diverse, allargate e dei bambini rimasti orfani dei genitori. Il fior fiore del repertorio polcorrect che fa finta di accontentare tutti e di non offendere nessuno, tranne la semplice verità: la mamma è femmina e due maschi non fanno figli. Festeggiare il “generico” non fa vera una bugia; è come festeggiare il niente, se conta più di 56 generi riconosciuti. Come ben dice Silvana De Mari - Il processo educativo è la base della civiltà umana. Dove non c’è madre che possa consolare, il dolore resta non consolato, una ferita aperta. Quello che succede negli orfani. Essere separati dalla madre è una ferita primaria- Figurarsi rendere dei bimbi orfani ”a tavolino”. In tutto questo, la Famiglia, quella che si perde nella notte dei tempi, ha voce in capitolo? La libertà di educazione per i propri figli non è un principio costituzionale? Eppure oggi è minato da una "educazione di Stato" che gli ideologi del gender vorrebbero imporre. Perché, alla fine esiste, eccome! La scuola statale è chiaramente la più vulnerabile. Il dipartimento Scuola Libera di Rete liberale sostiene gli insegnanti liberi e coraggiosi, che s'impegnano, ognuno a suo modo, per un'effettiva libertà, obiettando all'occorrenza. Anche solo dire che il padre è un uomo e la madre è una donna è diventato un atto di coraggio. Grottesco. Che la Scuola sia libera e che lo Stato torni laico, perché il sistema dei diritti inventati, imposti a tutti per legge ha le sembianze di un nuovo totalitarismo: il laicismo proprio della sinistra, che ha trasportato il suo armamentario ideologico nel tema dell’abolizione dei generi proprio attraverso il loro plurimo riconoscimento . Quindi, sì, ci vogliono anche le ricorrenze, oggi più che mai, per riaffermare la verità, poi il grido delle pietre. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore ... Ci vogliono i riti".


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