L’opera di Lucarelli su Bruno Leoni


Il lettore che si imbatte in “Oltre la scuola austriaca. Bruno Leoni: il libertario italiano” edito da Eclettica, avrà subito chiara la “mission” del lavoro di Riccardo Lucarelli, far conoscere il filosofo italiano anche al di fuori del mondo propriamente accademico e universitario. L’obiettivo dell’autore è proprio quello di dimostrare come Leoni, nel corso del dopoguerra riuscì ad elaborare teorie originali nell’ambito della filosofia del diritto e della scienza della politica. La sua visione radicalmente individualistica dei rapporti sociali, per esempio, lo spinse a rivedere, alla luce del concetto di scambio, di poteri e pretese, l’intera concezione della filosofia delle scienze sociali e dello Stato. Il suo tentativo di delineare un modello di società in cui scelte collettive e coercizione fossero ridotte al minimo si sviluppò, con influenze reciproche, accanto a quelli di Von Hayek, di Milton Friedman e di James Buchanan. Tutto il liberalismo di Leoni è rivolto dunque, a sostituire l’elemento coercitivo del potere con i rapporti di scambio non coercitivi, in modo da ridurre al minimo la funzione di governo e più in generale l’interferenza del potere pubblico nelle scelte intersoggettive. A dimostrazione di ciò, Lucarelli porta alla luce nel suo libro il tratto saliente del pensiero leoniano, ovvero rivalutare la possibilità che la formazione spontanea del diritto possa funzionare ed essere efficiente anche senza l’intervento del legislatore. Un lavoro completo ed approfondito, avvalorato inoltre dall’interessante saggio introduttivo del professor Raimondo Cubeddu, uno dei massimi esperti di Leoni, nonché il personaggio grazie alla quale l’opera più importante di Leoni, “Freedom and the Law”, ha avuto modo di essere conosciuta in Italia attraverso la traduzione in italiano e la pubblicazione del 1995. Questo libro, dunque, è un’occasione per conoscere e approfondire quelle teorie che hanno fatto di Leoni uno dei rifondatori della scienza politica italiana del dopoguerra insieme a Norberto Bobbio e Giovanni Sartori.

Redazione
Fonte: L'Opinione



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